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Dai coinvolti in rimborsopoli all'ex massone. Ecco i grillini espulsi che non mollano la poltrona

Dovevano dimettersi dopo l'elezione. Sono tutti ancora lì

Carlantonio Solimene
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Rimborsi "revocati". Trascorsi nei massoni. Vecchie condanne nascoste e case popolari abitate senza averne diritti. Erano stati questi gli ingredienti del gran caos sulle candidature del MoVimento 5 Stelle alla vigilia delle elezioni. SCORRI LA FOTOGALLERY Per scoprire gli ex grillini che non mollano la poltrona in Parlamento  Luigi Di Maio, nel bel mezzo della tempesta, decise di prendere posizione in modo netto. I coinvolti nei vari scandali, infatti, avrebbero firmato a stretto giro un modulo per rinunciare alla proclamazione (procedura rivelatasi poi inapplicabile) o si sarebbero dimessi dal Parlamento non appena insediatisi. E se non l'avessero fatto, il MoVimento 5 Stelle si sarebbe tutelato nei loro confronti denunciandoli per danno d'immagine. A oltre un mese dall'inizio della legislatura, nessuna delle due circostanze si è verificata. Gli eletti ovviamente si sono ben guardati dall'abbandonare l'agognato seggio e il MoVimento non ha sporto denuncia nei loro confronti. Due di loro sono stati perdonati: Giulia Sarti ed Emanuele Dessì. Gli altri sette sono "parcheggiati" nel gruppo misto ma Di Maio si è guardato bene dal denunciarli. Anche perché inimicarseli sarebbe quantomeno controproducente, tenendo presente che quei voti potrebbero essere utilissimi per formare una maggioranza di governo... In questa gallery i volti dei protagonisti di questa vicenda. A partire dal primo coinvolto nella "rimborsopoli", il deputato Andrea Cecconi.

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