Il flop azzurro

Elezioni, processo a Forza Italia

Carlantonio Solimene

Liste, legge elettorale, comunicazione, politica sui territori e carta Tajani. Ecco cosa non ha funzionato nelle lettere al Tempo dei dirigenti

E adesso in Forza Italia si apre l’ora dei processi. Per ora solo nel retrobottega, visto che il voto ha regalato uno scenario politico ancora troppo «liquido» per esporsi alla luce del sole. Ma lontano dai riflettori si parla, eccome. E sul banco degli imputati, come da tradizione dopo le batoste elettorali, c’è il gruppo dirigente. Quello che ha composto le liste e ha preso alcune decisioni «strategiche» che, alla resa dei conti, si sono rivelate deleterie. Ecco i dieci flop accreditati al nuovo «cerchio». 

1 - Il sì al Rosatellum
Gianni Letta l’aveva previsto: una legge elettorale così concepita - con coalizione nell’uninominale e proporzionale negli altri due terzi - avrebbe favorito la competizione interna a tutto vantaggio della Lega, più radicata nei territori. Nessuno l’ha ascoltato.

2 - La trattativa sui collegi
Troppi - specie tra quelli sicuri - sono stati assegnati alla Lega. La speranza di avere il primo gruppo parlamentare nel centrodestra nonostante le percentuali è naufragata rapidamente...

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