Il Lazio al voto

Ora sei contento?

Gian Marco Chiocci

Vince Zingaretti, ma è merito di Pirozzi. I suoi (pochi) voti decisivi per far perdere Parisi. Cui prodest?

Camerata camerata, fregatura assicurata. È il giorno di «Zingarozzi», ovvero di Pirozzi che ha corso per perdere solo per far vincere Zingaretti. È il day after del cinismo applicato alla politica, del premio Oscar al miglior attore non protagonista. È la rivincita della marginalità come fattore di sconvolgimento della democrazia. Perché se al centrodestra scivola di mano la possibilità di tornare al governo della Regione Lazio dopo cinque anni, la sconfitta ha nome e volto del camerata Sergio Pirozzi e del suo 4,5%.

Già perché Stefano Parisi, il candidato fuori tempo massimo che in un mese ha recuperato venti punti percentuali, ha perso di poco. Ha perso per colpa di Pirozzi e per i suoi voti sottratti alla coalizione. Già, il sindaco di Amatrice, il sindaco dello scarpone, il sindaco scaldacuore, il sindaco tutto d’un pezzo, senza macchia e senza paura di fare una figura di tolla, testimonianza del dolore di un’intera comunità ferita dal terremoto, nel giro di un anno è stato, per usare un paragone a lui caro, un Dottor Jeckyll e Mr Hyde della politica...

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