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Di Maio lancia la squadra di governo: ecco i ministri. Ma è bufera su Giuliano all'Istruzione

Il candidato premier M5S all'Istruzione è il preside che aiutò Renzi a scrivere la Buona Scuola. In tutto 18 i membri dell’esecutivo ombra pentastellato, tra cui 4 donne

Di Maio lancia la squadra di governo: ecco i ministri. Ma è bufera su Giuliano all'Istruzione

Luigi Di Maio

"Qualcuno ci ha deriso in questi giorni e sono stato criticato ma rideremo noi lunedì quando, probabilmente, gli italiani ci porteranno al 40%". Così il candidato premier del M5S, Luigi Di Maio, presenta la sua squadra di governo. Saranno 17 i ministri che andranno a formate il prossimo Esecutivo in caso di vittoria dei 5 Stelle. Tre donne in ruoli chiave: le professoresse Emanuela Del Re agli Esteri e Paola Giannetakis agli Interni e la dottoressa Elisabetta Trenta alla Difesa. A due deputati uscenti, Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede andranno rispettivamente il ministero dei Rapporti con il Parlamento e quello della Giustizia. Il ministero dello Sviluppo Economico andrà all’Economista Lorenzo Fioramonti, accusato nei giorni scorsi di aver proposto il boicottaggio di Israele. Il Tesoro, altro ministero chiave, sarà affidato al professor Andrea Roventini della Scuola Sant’Anna di Pisa. Al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti andrà Mauro Coltorti, mentre al Lavoro è designato Pasquale Tridico. Giuseppe Conte, ordinario di Diritto privato all'Università di Firenze, sarà ministro della P.A. mentre Armando Bertolazzi sarà ministro della Salute.

Al ministero dei Beni Culturali andrà Alberto Bonisoli, all’Agricoltura Alessandra Pesce e all’Istruzione Salvatore Giuliano. Il campione olimpionico Domenico Fioravanti andrà al ministero dello Sport, mentre il generale dell’Arma dei Carabinieri, Sergio Costa, noto per la sua inchiesta sulla Terra dei Fuochi, sarà ministro dell’Ambiente. Un nuovo ministero, quello della Qualità della Vita e dello Sviluppo Sostenibile, andrà a Filomena Maggino. "Coloro che presentiamo sono persone giuste al posto giusto, è una questione di credibilità, siamo gli unici che hanno mantenuto questa promessa. Noi non vogliamo distribuire poltrone", avverte Di Maio. "Credo si debba essere orgogliosi di una forza politica arrivata fin qui che nel rispetto delle prerogative del Presidente della Repubblica viene a dire facciamo una proposta di persone a cui gli altri non devono dirci perché si ma perché no? Mettiamo a disposizione delle personalità che non devono essere considerate legate al Movimento, le mettiamo a disposizione del Paese - sottolinea - e il 4 marzo gli italiani daranno una bella lezione a coloro che hanno ridotto il paese com’è. Non è una proposta di governo tecnico, sono persone che mettono testa e cuore in ogni cosa che fanno. Conoscono le materie ma soprattutto hanno grande umanità e serietà nell’affrontare le questioni. La nostra proposta di governo ha una guida politica e non tecnica", conclude il candidato premier.

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