Rimborsopoli & Co.

Massoni e furbetti. M5S ancora nel caos

Gaetano Mineo

"Le Iene" promettono nuove rivelazioni sulle mancate restituzioni. Intanto vengono scoperti altri due candidati liberi muratori: espulsi entrambi

Tutti a caccia di massoni e dei furbetti con hanno scatenato la «rimborsopoli». Nel MoVimento 5 Stelle non c'è pace. Centinaia di nomi e conti correnti sotto la lente di ingrandimento di Luigi Di Maio. Un lavoraccio, dato che è stato fatto nel giro di un paio di giornate e di nottate. Con una gestione più attenta, si poteva evitare il disinnesco della bomba. E co sì tra «rimborsopoli» e massoni è esplosa.

Sul fronte dei furbetti dei rimborsi la pratica non è affatto archiviata. «Le Iene» promettono risvolti e parlano finora di un totale di 14 parlamentari «morosi». I protagonisti delle inchieste televisive, in attesa di incontrare le persone in questione (al momento tengono l' anonimato) spiegano di aver scoperto un altro «giochino» che i coinvolti avrebbero escogitato per trattenere più soldi nei loro conti correnti.

Una manipolazione diversa dall' annullamento del bonifico appena inviato, che permetteva così di inviare la ricevuta al sito tirendiconto.it e quindi di risultare formalmente in regola. Insomma, una sorta di gioco delle tre carte, dove vedi la moneta e poi subito scompare.

Anche in Sicilia è scoppiata «rimborsopoli». Per dirne una, sulla scia degli scandali nazionali, lo scorso 12 febbraio, in piena gran cassa mediatica, il deputato regionale M5S, Giampiero Trizzino, nel giro di poco più di dodici ore ha effettuato quattro distinti bonifici. Come dire, non si sa mai un controllo. Il primo versamento da 1.424,97 euro all' una della notte. Alle 11.37 prende il via una seconda tranche da 2.168,51 euro, alle 13.56 una terza del valore di 1.667,37 euro. Dopo quattro ore arriva un quarto versamento da 1.083,98 euro come «integrazione» del precedente. La causale è sempre la stessa: il finanziamento del progetto Fondatore Beppe Grillo Erede Davide Casaleggio «Boom Polmoni urbani», messo in piedi dal movimento in Sicilia accanto al tradi zionale microcredito per le piccole e medie imprese.

Intanto, il M5S continua a perdere pezzi. Ieri due espulsioni di massoni: dopo Catello Vitiello, candidato alla Camera nel collegio uninominale Campania 3, nel mirino sono finiti Piero Landi, candidato nel collegio uninominale della Camera a Lucca, e Bruno Azzerboni, in corsa in Calabria. Per entrambi, linea dura dai vertici penta stellati: «Al momento della sottoscrizione della candidatura non hanno detto la verità e non ci hanno informato di far parte di una loggia massonica. Purtroppo non c'è nessun obbligo di legge a rendere pubblico l'iscrizione a una loggia massonica. Per questa ragione - spiegano da M5S - non possono stare nel MoVimento 5 Stelle e sempre per questo motivo gli sarà richiesto di rinunciare al seggio. Li inibiamo dall' utilizzo del simbolo e ci riserviamo di agire nelle opportune sedi al fine di risarcire eventuali danni di immagine cagionati al MoVimento 5 Stelle». E già pronta altra montagna di ricorsi.

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