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CAMPAGNA ELETTORALE

Tra Raggi e Lorenzin scoppia la guerra sui vaccini

La sindaca di Roma chiede la deroga. La replica: non si gioca sulla pelle dei bambini

Tra Raggi e Lorenzin scoppia la guerra sui vaccini

Vax o No vax. Era una battaglia elettorale annunciata. Ed è cominciata proprio a ridosso della scadenza di legge fissata per il 10 marzo. Ad innescare una miccia già pronta ci ha pensato il sindaco di Roma Capitale, Virginia Raggi annunciando vox populi una mozione approvata in Consiglio comunale all'unanimità, e dunque anche dal Pd, in cui si chiede sostanzialmente una "deroga" all'obbligo di vaccinazione per i bambini e dunque che questi ultimi, pur se non vaccinati, possano continuare a frequentare la scuola. Una richiesta che sa troppo di politica, o meglio di squisita campagna elettorale, e infatti la polemica arriva puntuale. Tra i primi a intervenire il ministro Beatrice Lorenzin: "Non è il sindaco Raggi né un’amministrazione comunale che decide in campo di virus e di batteri, ma la legge dello Stato e la comunità scientifica. Non si può scherzare sulla pelle dei bambini. Il decreto vaccini - ricorda Lorenzin - che prevede la non accessibilità alla scuola dell’infanzia dei bambini non vaccinati è fatto per proteggere quei bambini che sono troppo piccoli per essere vaccinati e quei bambini che hanno malattie per le quali non possono essere vaccinati e per permettere a una comunità di andare all’asilo e alla materna in piena sicurezza. La bontà di questo provvedimento è stato riscontrato dal Consiglio di Stato e dalla Corte Costituzionale, questa è la legge ed è fatta a tutela dei nostri bambini». E, ad orologeria, escono i dati sulla copertura a Roma e nel Lazio che si attestano al 97%. Approfitta della bagarre anche il governatore del Lazio, e ricandidato per il secondo mandato, Nicola Zingaretti che dopo la diffusione dei dati sulle vaccinazioni nel Lazio ringrazia "le famiglie e gli operatori sanitari". Entrano in campo anche il candidato premier del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio che tenta una difesa in corner della Raggi ribadendo che i grillini sono favorevoli ai vaccini ma se "i genitori sono irresponsabili non devono pagare i loro bambini". Incalza invece il segretario del Pd, Matteo Renzi "incivile mettere in discussioni i vaccini per prendere voti". E il leader della Lega Nord Matteo Salvini invece ammette serenamente "sono d'accordo con la Raggi". E la campagna elettorale è servita su un piatto d'argento che sa di "vendetta". 

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