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Tormenti democratici

Dopo il caos liste Matteo Renzi si affida alle nonne

Il segretario del Pd dalla D'Urso: "Sono loro i miei spin doctor"

Dopo il caos liste Matteo Renzi si affida alle nonne

Si affida alle nonne, Matteo Renzi, per la campagna elettorale. "Invece di andare a prendere gli spin doctor come fanno gli altri leader, ho fatto un bagno di realtà: stamattina sono andato da mia nonna Maria, 97 anni, e nonna Anna, 87", ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi, ospite di Barbara D'Urso a Domenica Live da su Canale 5. Ieri aveva annunciato per questa mattina appunto un incontro con i suoi spin doctor. "È qualcosa che rimette a posto la gerarchia dei valori. In queste ore c'è il dramma delle candidature, ma le nostre nonne hanno fatto la guerra, e l'Italia è un Paese straordinario perché i nostri nonni l'hanno salvata. Ripartiamo da lì, dalle cose vere", ha aggiunto Renzi.

Renzi nel salotto domenicale di Mediaset difende le liste uscite da una faticosissima direzione del partito. Dai mal di pancia della minoranza ma anche dagli attacchi di chi sostiene che l'ex premier, premiando i fedelissimi ed epurando i dissidenti, stia costruendo "il partito di Renzi". "Penso che tutti i leader dicano di avere la squadra più forte - spiega - Ma se guardo alle nostre liste vedo delle persone molto competenti. C'è una candidata di cui non parla nessuno ma è una delle più belle del Pd. Si candiderà a Parma, lei fu picchiata e sfregiata dal suo ex, si chiama Lucia Annibali e ha scelto di candidarsi nella sua città. Mi piace l'idea che la nostra squadra abbia persone come lei".

E rilancia con le proposte. "Ai ragazzi di diciotto anni voglio chiedere di dedicare un mese l'anno al servizio civile obbligatorio. Per avere sicurezza dobbiamo avere anche dei doveri", dice Renzi che aggiunge: "Bisogna garantire la certezza della pena: se ti becco non mi esci il giorno dopo".

"La proposta magica della flat tax vorrebbe dire considerare allo stresso modo miliardari e operai. Finché ci sono io non ci sarà", dice il segretario del Pd sul tema del fisco: "Giù le tasse a chi non arriva alla fine del mese e non ai multimiliardari, altrimenti non ha senso".

Poi dice di no al reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia dei 5 Stelle: "E' il più grande incentivo per far licenziare la gente. Non ci sono soldi, neanche quelli del Monopoli. Non si trovano 85 miliardi". Ma promette: "Agli 80 euro vorrei aggiungere un assegno per ogni figlio, che può essere anche esso di 80 euro, vediamo; un contributo sulla base del numero dei figli".

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