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PARLAMENTARIE SULLA PITTAFORMA ROUSSEAU

Troppi accessi. Slitta il termine per le autocandidature M5S

Troppi accessi. Slitta il termine per le autocandidature M5S

Troppi tentativi di accesso, e così slitta alle 17 il termine per le autocandidature alle prossime elezioni politiche del MoVimento 5 Stelle. La piattaforma Rousseau è stata presa d’assalto, riferiscono dal MoVimento, e i click sono andati in tilt come raccontano anche sul blog di Beppe Grillo diversi utenti che hanno trovato difficoltà ad accedere al sistema. Il M5S, da parte sua, grida al «successo» mentre non si stemperano le polemiche sulla accuse di violazione alla privacy per le procedure online della piattaforma Rousseau che vanno seguite da chi ha deciso di scendere nell’agone. Sarà Luigi Di Maio, sentito il garante Beppe Grillo, alla fine a valutare. Ma intanto la corsa si è aperta e, secondo quanto si è appreso, vi parteciperà la maggior parte dei senatori e dei deputati uscenti. Hanno accolto l’appello lanciato da Luigi di Maio, candidato alla presidenza del Consiglio, per il MoVimento: serve ogni aiuto ed ogni esperienza per il prossimo mandato parlamentare, anche perché si conta di dare forfait ottenendo tantissimi voti che porteranno in Parlamento molte new entry che, anche grazie alle nuove regole che si è dato il MoVimento, hanno deciso di sfidare il voto della rete. «Le autocandidature per le parlamentarie sono un successo. Tantissime persone stanno partecipando a questa prova di democrazia del MoVimento 5 Stelle, unica forza politica che si apre alle persone di buona volontà e le fa votare dai suoi iscritti e non dai capi di partito. In quest’ultima ora c’è stato un picco di accessi che ha causato rallentamenti al sito. Per questo motivo - spiega il Blog - il termine delle 12 per presentare la propria autocandidatura è prorogato fino alle 17 di oggi per poter garantire la più ampia partecipazione. Grazie a tutti coloro che stanno partecipando. Libertà è partecipazione!» si legge sul blog di Grillo. «Impossibile connettersi al sito del MoVimento, urge soluzione, grazie», è più o meno il tono di alcuni appelli che, superato il termine tassativo delle 12 per presentare le candidature, vengono scritti in rete. Nessun sistema in tilt e nessuna candidatura a rischio, precisa il capogruppo alla Camera, Daniele Pesco, ma un successo di partecipazione. Sul fronte della protezione dei dati personali è la stessa associazione Rousseau a tranquillizzare: «In seguito all’attacco hacker dello scorso mese di agosto sono già state attivate le procedure per mettere in sicurezza il sistema Rousseau e la polizia postale ha condotto un’indagine sugli autori degli attacchi. A tal riguardo le richieste e le raccomandazioni del garante per la privacy sono già state accolte. Ringraziamo il garante e la polizia postale per la collaborazione». Ma le polemiche non si placano: «l’intervento del Garante della Privacy che ha svelato gli illeciti della piattaforma Rousseau del MoVimento 5 Stelle fa emergere uno scenario gravissimo da Grande Fratello di Orwell: il voto firmato», accusa il deputato del Partito democratico, Michele Anzaldi. E sulle nuove regole del Movimento per le candidature si profila la tegola di un possibile ricorso: «Grillo e Di Maio hanno chiesto agli iscritti della vecchia associazione nata nel 2009 di trasferirsi in quella nuova appena creata, ma si dimenticano che questa è di proprietà degli associati quindi non è che si estingue solamente per volontà di imperio di Beppe Grillo», scrive, infatti, l’ex attivista del MoVimento 5 Stelle ed ex candidata sindaco di Genova Marika Cassimatis. «Ci sono delle basi giuridiche su cui ci basiamo, l’associazione del 2009 rimane in vita finchè al suo interno rimarranno iscritti almeno 2 associati e ce ne sono a migliaia che vorrebbero seguire la strada originaria. La prima associazione è nata come MoVimento 5 Stelle quindi vorremo tenere questo nome. Se ne sta occupando l’avvocato Borrè che ci segue sempre con tanta passione», aggiunge. «Siccome tutti quelli che avranno seguito Di Maio nel suo partito, perchè ormai è diventato un vero e proprio partito, hanno lasciato la vecchia associazione del 2009, noi ce la teniamo con i principi originari di quello che era il Movimento 5 stelle. Ci sono migliaia di attivisti che non aspettano altro.

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