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POLITICA E GIUSTIZIA

Corte di Strasburgo, il giorno del giudizio per Berlusconi

Diciassette giudici valutano l'applicazione della legge Severino

Corte di Strasburgo, il giorno del giudizio per Berlusconi

L'ex premier Berlusconi

È cominciata puntuale alle 9,15 l’udienza alla Gran Camera della Corte europea per i diritti dell’uomo sull’incandidabilità dell’ex premier Silvio Berlusconi. La presidente del collegio di 17 magistrati di altrettante nazionalità, Angelika Nussberger, ha brevemente riepilogato la situazione del ricorso, presentato nel settembre 2013 dai legali di Berlusconi. Poi è stata la volta del governo italiano: con l’applicazione della legge Severino che ha reso incandidabile il Cavaliere non sono stati violati i suoi diritti. È quanto sostiene, nella sua lunga dichiarazione davanti alla Grand Chambre l’agente del governo italiano, il giudice Maria Giuliana Civinini. La magistrata ha riepilogato in francese i fatti e ha ricordato «l’intreccio fra la vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi e quella elettorale», con le date e le successive decisioni del Senato. Rifacendosi ad alcune sentenze della stessa Corte di Strasburgo oltre che a pronunciamenti della Corte costituzionale italiana, il giudice ha detto che gli articoli 6 e 7 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo, invocati dai legali di Berlusconi, «non si applicano alle leggi elettorali» e che nessuna legge è stata applicata retroattivamente, visto che il premier è stato eletto al Senato nella primavera 2013, ovvero dopo l’entrata in vigore, a fine dicembre 2012, del testo unico sulle condizioni per l’ineleggibilità secondo la legge. 
Invece l’ex presidente del Consiglio, secondo i suoi legali, «è stato privato del suo seggio da un Senato composto in maggioranza dai suoi avversari politici». Come ha detto l’avvocato Fitzgerald, «più che giustizia, sembrava un anfiteatro romano che decide della sorte dei gladiatori nell’arena con il pollice verso o il pollice alzato». Come noto, il ricorso si basa fondamentalmente sul fatto che «il presunto reato fiscale per cui Berlusconi è stato condannato è stato commesso quindici anni prima che il Senato decidesse di farlo decadere». La sentenza della Corte è attesa tra almeno sei mesi.

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