L'ASSALTO DELLE TOGHE

Berlusconi, i pm girano un altro film sul "padrino" di Arcore

Gian Marco Chiocci

Ancora sotto inchiesta per mafia. Siamo alle comiche

Padrino di Arcore parte terza, anzi quarta o forse quinta, sesta, s’è perso il conto. Ancora Berlusconi e la mafia, ancora, ancora, ancora. Non se ne può più. È normale mettere sotto inchiesta (di nuovo) un ex premier tornato al centro della scena politica e nell’imminenza di un voto fondamentale? È normale farlo sulla base delle frasi che un boss mafioso, Giuseppe Graviano, ha pronunciato guardando fisso la telecamera come emerge dalla trascrizione delle stesse intercettazioni? Ed è normale che pure Marcello Dell’Utri finisca nuovamente indagato a ridosso della decisione del Tribunale di Sorveglianza sulla compatibilità delle sue condizioni fisiche con il carcere (l’ex senatore è gravemente malato di cuore) e pochi giorni dopo che la Cassazione gli ha negato lo sconto di pena entrando in conflitto anche con quanto stabilito dalla Corte Europea sul caso Contrada? No, tutto ciò non è normale. Eppure...

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