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Caso banche, Boschi sfida Di Maio: "Ora confronto in tv"

Il sottosegretario alla Presidenza del Governo Maria Elena Boschi

Il sottosegretario perde la pazienza dopo le accuse del vicepresidente della Camera

Silvia Sfregola
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"Ora basta con le bugie: sono pronta a un dibattito televisivo con l'onorevole Di Maio sulla questione bancaria". Dopo giorni di silenzio, Maria Elena Boschi esce allo scoperto e replica dura alle ultime accuse espresse dal candidato premier del M5S che ha definito la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio e l'ex premier Matteo Renzi "gli aguzzini dei correntisti bancari italiani". Luigi Di Maio tira in ballo Banca Etruria, ma nel mirino c'è la mozione Pd contro Ignazio Visco e Banca d'Italia. "Ricapitolando: io non avevo e non ho nessuna banca, mio padre è stato mandato a casa come tutti, noi abbiamo salvato i correntisti. L'onorevole Di Maio, come spesso gli accade, parla di cose che non conosce o che più semplicemente non capisce", conclude l'ex ministra per le Riforme. Intanto è partito il conto alla rovescia che poterà al Consiglio dei ministri del 27 ottobre, durante il quale dovrebbe uscire il nome del governatore di Bankitalia. E parte da Mdp l'attacco al sottosegretario Maria Elena Boschi. In una interrogazione parlamentare a Paolo Gentiloni, a firma di Arturo Scotto, si chiede che l'ex ministro non partecipi al Cdm di venerdì prossimo perché su Boschi "grava un pesante conflitto di interessi che non può essere più ignorato" considerato anche che le attività del padre Luigi, in qualità di ex vicepresidente di Banca Etruria, "sono state a lungo oggetto della vigilanza bancaria e finanziaria operata da Palazzo Koch". La riconferma di Ignazio Visco al soglio più alto di palazzo Koch sembra ormai quasi scontata, almeno per quanto riguarda il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sul secondo incarico al governatore sembra più che mai convinto. Tentennamenti invece arrivano da palazzo Chigi, dove il premier Paolo Gentiloni, potrebbe anche optare per una 'nomina' soft o interna, consegnando al vicedirettore Fabio Panetta la guida di Banca d'Italia. Una scelta per dare un colpo al cerchio e uno alla botte: mantenere calmi i mercati e accontentare il suo segretario di partito, Matteo Renzi. Inoltre questa scelta potrebbe salvare la faccia a Ignazio Visco, perché non si tratterebbe di una sfiducia nel lavoro fatto da Banca d'Italia in questi anni e soprattutto sul dossier banche. Non sarebbe della stessa idea il capo dello Stato che invece spinge per fare bene e in fretta, confermando Visco. Dal canto suo Di Maio non si tira indietro e accetta il confronto pubblico. Ma le condizioni sono due: farlo dopo il 5 novembre, data delle elezioni regionali in Sicilia. "Vorrei falo all'americana, magari in una piazza davanti ai risparmiatori" dice a L'Aria che Tira, su La7.

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