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PER MOTIVI PERSONALI

Il capo della Protezione civile Curcio si dimette, al suo posto Borrelli

Il capo della Protezione civile Curcio si dimette, al suo posto Borrelli

Fabrizio Curcio

"Purtroppo, per motivi strettamente personali, non sono più, in questo momento, nella possibilità di garantire il cento per centro della mia concentrazione e del mio impegno per continuare a ricoprire tale ruolo". Fabrizio Curcio lascia la guida del Dipartimento della Protezione civile.

Questi due anni e mezzo, scrive l'uomo delle emergenze, sono stati "intensi, complicati ed entusiasmanti insieme, due anni e mezzo che ho vissuto accanto a donne e uomini straordinari, che oggi voglio ringraziare anche pubblicamente, donne e uomini che quotidianamente vivono e rendono vivo, sempre operativo, sempre a servizio delle comunità e del territorio con una lettera".

È con una lettera al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che Curcio chiede di essere sollevato dall'incarico, una missiva nella quale il successore di Franco Gabrielli spiega: "Il ruolo di Capo del Dipartimento della Protezione Civile è unico, necessariamente assorbente e totalizzante per chi lo ricopre, dati tutti i rischi presenti sul territorio italiano e il complesso ma strepitoso Sistema di componenti e strutture operative che ruota intorno al Dipartimento stesso" e "tutte le energie devono essere dedicate a svolgere nel miglior modo possibile questa funzione senza soluzione di continuità, giorno e notte, h24 come diciamo in gergo". E Curcio, in questo momento, non può dedicarsi anima e corpo a quella che è una missione full time. Al suo posto è stato indicato Angelo Borrelli, già vice di Curcio.

Tanti gli attestati di stima, primo fra tutti quello dello stesso premier che ha elogiato Curcio per l'operato svolto "con una dedizione, una passione, una energia e una competenza straordinarie". Lo stesso Borrelli sottolinea che "con lui abbiamo condiviso obiettivi, criticità e trovato soluzioni anche in momenti particolarmente delicati e con la stessa determinazione continueremo a gestire ogni attività che quotidianamente siano chiamati ad affrontare".

Anche il ministro dei Trasporti Graziano Delrio esprime "profondo apprezzamento per il lavoro in questi anni di Fabrizio Curcio capo della Protezione civile, al fianco del quale ho avuto l'onore di lavorare, imparando a conoscerne le straordinarie doti organizzative ed umane". Mentre il commissario straordinario per la Ricostruzione delle zone terremotate, Vasco Errani, pone l'accento sulla "grande sensibilità di Fabrizio" oltre alla "sua competenza e professionalità" dimostrata "nei tanti momenti che abbiamo condiviso fino ad oggi". Anche Matteo Renzi saluta Curcio, ringraziandolo "per l'ottimo lavoro svolto in questi anni. Un incarico ricoperto con serietà e grande professionalità come richiesto da un compito tanto importante".

Curcio assume la guida della Protezione civile nell'aprile 2015, designato dallo stesso capo del Dipartimento Franco Gabrielli, nominato prefetto di Roma. Alla Protezione civile, Curcio approda nel 2007, come responsabile della segreteria del capo del Dipartimento prima di diventare direttore dell'Ufficio gestione delle emergenze. In quegli anni nel 2012 c'è il sisma in Emilia Romagna, e l'anno dopo il naufragio della Costa Concordia. E' come capo del Dipartimento, che Curcio si trova ad affrontare probabilmente una delle sfide più dure: il terremoto del 24 agosto scorso e la tragedia dell'Hotel Rigopiano. Le continue scosse mettono in ginocchio l'Italia Centrale e sono una prova dura anche per la Protezione civile, che con il suo capo si trova anche colpita da duri attacchi e continue polemiche.

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