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LA PROVINCIA DI ROMA

Sui Castelli romani il vento del civismo

A Frascati e Grottaferrata i candidati esterni ai partiti i più temuti dal M5S. E ad Ardea Pd e FI rinunciano al simbolo e convergono su Alfredo Cugini

Sui Castelli romani il vento del civismo

Civico è bello. Soprattutto quando lo spauracchio a 5 Stelle fa più paura. In questa tornata elettorale in provincia di Roma sono proprio i candidati esterni ai partiti a rappresentare per i cittadini la vera alternativa ai pentastellati. E non è affatto un caso se proprio lo stato maggiore grillino in città come Frascati e Grottaferrata non tema i candidati del centrodestra o del Partito democratico, ma quelli esterni agli schieramenti tradizionali, in grado di catalizzare nelle proprie liste ampie frange di progressisti e moderati.

Addirittura ad Ardea il candidato civico Alfredo Cugini è sostenuto da un ampio fronte bipartisan composto da sette liste, delle quali, però, nessuna politica. Assente il simbolo del Pd; sparito - invero tra faide e polemiche - quello di Forza Italia. Cugini, già assessore col sindaco di centrodestra Carlo Eufemi, rappresenta però la soluzione ideale tanto per gli elettori democratici che per quelli azzurri e i partiti alla fine si sono adeguati, rinunciando a presentare il proprio simbolo, pur appoggiando convintamente un progetto nato e rimasto interamente e puramente civico. Ce la farà questo dipendente del ministero dell’Interno a diventare sindaco? Difficile dirlo, perché ad Ardea il vento a 5 Stelle soffia forte, ma l’unica alternativa credibile è lui. I partiti lo hanno capito e si sono eclissati.

Discorso diverso ai Castelli Romani. Se, infatti, ad Ardea i partiti hanno spontaneamente deciso di non presentarsi, a Frascati e Grottaferrata i candidati civici sono andati ad erodere ampie fette di consenso sia dal Pd sia dal centrodestra. A Frascati si andrà sicuramente al ballottaggio. Difficile prevedere però tra chi. Lucia Santoro, avvocato canidata sindaco per il MoVimento 5 Stelle se la gioca contro il candidato del Pd Raffaele Pagnozzi e Roberto Mastrosanti. Pagnozzi è il candidato su cui Bruno Astorre e il Pd puntano per riconquistare il Comune dopo la caduta del primo cittadino uscente Spalletta, che si ricandidato con una civica. Ex segretario generale del Coni, Pagnozzi ha tentato senza fortuna la scalata allo sport italiano (sconfitto da Giovanni Malagò) e alla Lega Pro (l’ex serie C di calcio, dove è stato messo ko dall’attuale presidente Gravina). Ora ha messo a disposizione la sua persona per Frascati. Ma l’ingresso al ballottaggio è tutt’altro che scontato. All’ombra del monte Tuscolo per il secondo turno sono in palio due poltrone per tre e più di un addetto ai lavori dà Pagnozzi perdente sia in caso di spareggio con la Santoro sia con Mastrosanti, che, viceversa, è molto temuto dai grillini. Sebbene Fiasco si presenti per il centrodestra con i simboli di FI e FdI, molti esponenti del partito azzurro e di quello della Meloni hanno preferito confluire proprio su Mastrosanti, sostenuto anche da movimenti civici, dai fittiani di Direzione Italia e da tantissimi ex Pd in polemica col partito locale.

Situazione molto simile nella vicina Grottaferrata. Maurizio Scardecchia, candidato del MoVimento 5 Stelle, è favorito, con ottime probabilità di approdare almeno al ballottaggio. Il candidato sindaco del Pd è Stefano Bertuzzi che, però, spaventa poco i pentastellati, ben più preoccupati da Luciano Andreotti, un civico che è riuscito aggregare attorno a sé un ampio movimento e sul quale sono confluiti tantissimi esponenti sia del centrosinistra sia del centrodestra, tra cui alcuni FI e la stessa Direzione Italia. Anche in questo caso, il ballottaggio più probabile è tra Andreotti e Scardecchia. A Grottaferrata e Frascati - dove la situazione sembra più equilibrata - insomma, è possibile che né il Pd né il centrodestra classico approdino allo spareggio.

Situazione un po’ diversa a Guidonia Montecelio. Caos amministrativo e inchieste giudiziarie (arrestato il sindaco di centrodestra Rubeis e, successivamente, il suo vice) hanno spazzato via i partiti tradizionali, tanto che tutti danno per sicura la vittoria del MoVimento 5 Stelle Michel Barbet. Centrodestra diviso (Arianna Cacioni per FI e FdI, Giovanna Ammaturo per Noi con Salvini e Direzione Italia), il Pd si affida a Emanuele Di Silvio. Ma, anche in questo caso, il possibile outsider potrebbe essere Aldo Cerroni, candidato sindaco con un vasto schieramento bipartisan. E civico.

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