IL CORTEO DELLA DISCORDIA

Liberateci dall'Anpi (e dal 25 aprile)

Pietro De Leo

L'organizzazione dei partigiani fa cancellare la commemorazione dei caduti della Rsi a Milano. Da 70 anni il suo compito è solo censurare chi la pensa diversamente

Avete presente Voltaire, quando sostiene - e sembra tra l' altro sia pure una leggenda metropolitana - «non approvo quel che dici ma darei la vita perché tu possa dirlo»? Bene, dimenticatevelo quando c'è l'Anpi di mezzo. Arriva il 25 Aprile e l'associazione dà il meglio di sé. Perché i partigiani saranno pure in gran parte nel sonno dei giusti, ma i loro eredi culturali sono vitalissimi, agguerritissimi nella loro Resistenza al pensiero altrui.

Pronti a far saltare in aria (metaforicamente parlando) convegni, boicottare assegnazione di sale, interrompere intitolazioni di vie, incenerire commemorazioni.

E mentre stiamo qui a concionare, l'Anpi Milano ne ha messa in cascina un'altra. Il 25 Aprile, niente commemorazione al Campo X del Cimitero Maggiore dei caduti della RSI. Doveva essere svolta da Casapound e da Lealtà e Azione, sigle di destra, ma dopo una mobilitazione di settimane da parte dell' associazione partigiani, Cgil e altri movimenti, addirittura un' interrogazione parlamentare di Si, ieri è arrivato il verdetto. Il Prefetto l'ha vietata.

Ma era impossibile spuntarla con l'Anpi Milano, che è efficacissima, puntuale e gode di extraterritorialità. Due anni e mezzo fa...

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