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Genova, Cassimatis vince ricorso su M5S: "Grillo non può decidere le candidature"

Davide Di Santo
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"Abbiamo vintoooooo! Grazie a tutti gli amici e sostenitori che ci sono stati vicini un abbraccio! #davidecontrogolia #genova2017 il fidatevi di me in uno stato di diritto non esiste!". Con queste parole in un post su Facebook Marika Cassimatis festeggia la decisione del tribunale di Genova che le ha dato ragione nel ricorso da lei presentato contro la sua esclusione dal M5S dopo aver vinto le Comunarie per la scelta del candidato sindaco del capoluogo ligure. Annullate dunque le delibere con cui la Cassimatis veniva esclusa dal Movimento cinque stelle e con cui Luca Pirondini veniva scelto per correre alle elezioni con il simbolo del M5S al suo posto. "Non so dire quali saranno i prossimi passi in questo momento, ma avendo accolto tutte le nostre richieste, io sono il candidato sindaco del Movimento 5 stelle al momento", ha commentato la Cassimatis. La vicenda Beppe Grillo non poteva annullare la decisione del web che aveva scelto Marika Cassimatis come candidata sindaco per il Movimento 5 Stelle a Genova, né far ratificare a tutti gli iscritti certificati sul suolo nazionale la sua "sostituzione" con Luca Pirondini. E' la decisione presa dal giudice del Tribunale civile del capoluogo ligure, Roberto Braccialini, che assesta un duro colpo alla campagna elettorale del Movimento 5 Stelle a due mesi dal voto. Marika Cassimatis viene, dunque, riabilitata in toto. Il giudice non ha accolto l'eccezione presentata dai legali di Grillo venerdì -secondo cui Cassimatis avrebbe avuto una carenza di interesse in base alla sospensione dal Movimento comunicata dal garante pentastellato poche ore prima dell'inizio del processo - ed è entrato nel merito del ricorso. Viene dunque sospesa l'efficacia "della decisione assunta il 14 marzo 2017 da Giuseppe Piero Grillo (Beppe Grillo) di escludere la lista Cassimatis dal percorso selettivo interno e dal procedimento elettorale relativo al rinnovo del Consiglio comunale ed all'elezione del sindaco del Comune di Genova" e "della deliberazione/votazione del 17 marzo 2017 con cui l'assemblea in rete degli iscritti certificati ha deciso la presentazione del signor Luca Pirondini come candidato sindaco e la presentazione della lista dei nominativi ad esso collegata, per i candidati consiglieri comunali". Il caso della sospensione Gli avvocati Lorenzo Borrè e Alessandro Gazzolo hanno, dunque, avuto ragione su tutta linea. "Sono soddisfattissimo - commenta alla Dire Borrè - sapevamo di avere completamente ragione sotto il profilo del diritto. Bisognerebbe trarre delle lezioni che vanno al di là  del carattere giuridico". In questo momento l'avvocato non ha ancora letto le motivazioni del dispositivo per cui resta sicuramente molto nebuloso il futuro del candidato Cinque Stelle: bisogna infatti capire la decisione del giudice anche sulla sospensione di Cassimatis dal Movimento 5 Stelle, comunicata da Beppe Grillo giovedì sera, poche ore prima dell'inizio del processo. Scoppia un altro caso a Padova "Ho chiesto chiarimenti alla Casaleggio Associati, perché dopo il post di Grillo di giovedì ci sono dubbi" anche per quanto riguarda le comunarie di Padova del 29 marzo, procedura che si è svolta "in palese contrasto con il regolamento, in quanto le mail per avvisare del voto sono arrivate agli attivisti anche 3 ore dopo l'inizio della votazione...". Leonardo Forner, il ventiduenne uscito sconfitto dalla consultazione online del 29 marzo per la scelta del candidato M5S a sindaco di Padova, non ci sta e dopo il post con cui il 6 aprile Beppe Grillo ha di fatto invalidato le comunarie genovesi del 14 marzo perché indette "con preavviso inferiore al termine minimo di 24 ore prescritto dall'articolo 3 del regolamento", chiede che venga presa la stessa decisione anche per il voto che ha incoronato Simone Borile candidato sindaco 5 Stelle del comune veneto.

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