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Comunarie, Grillo chiude il caso Genova: "Metodo giustissimo. Io garante"

M5S, Grillo chiude il caso Genova: Metodo giustissimo. Io garante

Beppe Grillo

Beppe Grillo è sorridente, esce dall'hotel romano in giacca e camicia chiara primaverile. Il suo portavoce riferisce che non vuole parlare, ma lui preso d'assalto da telecamere e cronisti risponde sul caso Genova, non prima di aver accusato i media di avere "un po' di violenza" nei suoi confronti. "Il metodo è giustissimo - dice a chi gli chiede se ci sia un problema di selezione dei candidati -. Io sono il garante". Quindi, arrivando alla Camera per il convegno del M5S sull'acqua pubblica, il leader dei Cinquestelle esplicita la scelta che lo ha portato a invalidare con un "fidatevi di me" le Comunarie che avevano indicato in Marika Cassimatis la candidata sindaco per Genova. "Occorre intendersi su cosa sia la democrazia perché una democrazia senza regole non è democrazia. Noi abbiamo le nostre regole e io da garante le faccio rispettare. Chi non è d'accordo si faccia un altro partito".

Parole profetiche. Proprio nel weekend i fuoriusciti dal MoVimento hanno tenuto l'assemblea nazionale di Alternativa libera e le liste "Effetto Genova" ed "Effetto Parma" con Federico Pizzarotti sono tra le più agguerrite avversarie degli ex compagni di movimento. I deputati ex M5S Massimo Artini, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis, Samuele Segoni e Tancredi Turco definiscono la piattaforma online Rousseau "una colossale presa in giro e una truffa" e parlano di "capricci del garante". Parole non meno tenere arrivano da Pd, Fare! Forza Italia e Lega che accusano il leader del Movimento di essere un "monarca" e "dittatore".

In serata prende la parola anche il premier in pectore Luigi Di Maio, dopo che in un'intervista Alessandro Di Battista aveva già deciso le scelte di Grillo spiegando che tutela il Movimento dalle "mele marce". D'accordo con il garante anche l'ortodossa Paola Taverna: "Il blog ha deciso, a noi va bene così". Di Maio compatta il MoVimento attorno al rischio di imbarcare "molte persone che vogliono salire sul carro dei vincitori" ora che i Cinquestelle sono "la prima forza politica del Paese". "Bisogna stare attenti", mette in guardia. Quella verso Cassimatis è per Di Maio "una normale procedura quando si hanno sentori che coloro che si vogliono candidare con noi intendono passare al gruppo Misto dopo qualche mese. Per noi è molto importante la sincerità e ci sono arrivate diverse segnalazioni. Se chi si dice del M5S, fino a qualche settimana prima diceva che il Movimento è fascista...".

L'allusione è a una chat in cui la professoressa Cassimatis avrebbe parlato male non solo del M5S ma dello stesso Beppe Grillo. Ma di questa conversazione non c'è traccia pubblica. Come ha scritto grillo sul blog: "Dopo l'esito delle votazioni di martedì mi è stato segnalato, con tanto di documentazione, che molti, non tutti, dei 28 componenti di questa lista, incluso la candidata sindaco, hanno tenuto comportamenti contrari ai principi del MoVimento 5 Stelle prima, durante e dopo le selezioni online del 14 marzo 2017". Prima del silenzio stampa imposto oggi, Cassimatis, parlando ai microfoni di Cartabianca, spiega: "Stiamo aspettando di avere questa documentazione per capire di cosa stesse parlando. Siamo stupiti di questa situazione perché con me ci sono 28 persone che non stanno capendo". A insospettire è la tempistica: perché aspettare l'esito delle Comunarie per togliere il simbolo a una candidata giudicata eleggibile fino al 14 marzo? La decisione di Grillo infatti ha di fatto favorito il primo escluso, il tenore Luca Pirondini, appoggiato dall'ultragrillina Alice Salvatore, già consigliera regionale in Liguria. Grillo però è arrivato a Roma anche per parlare di programma e per ragionare di potenziali membri di una squadra di governo. Anche se Di Maio derubrica a "fantapolitica" tutte le indiscrezioni uscite finora e sostiene che non vi sia per ora "nemmeno un metodo di selezione", non è escluso che i vertici del M5S si stiano guardando intorno. Questa mattina il presidente Adusbef Elio Lannutti si è intrattenuto ore nell'hotel romano di grillo e nel pomeriggio il garante pentastellato ha ascoltato con attenzione i relatori italiani del convegno sull'acqua pubblica voluto dal M5S alla Camera, da cui non è escluso possa uscire qualche nome papabile per l'Ambiente.

Per paradosso, però, poco dopo che Grillo ha lasciato la conferenza - dopo un abbraccio ad Ale Di Battista - arriva proprio da un relatore intervenuto sul palco un attacco all'amministrazione guidata da Virginia Raggi e oggi assente al convegno dove pure era prevista la sua presenza. "Siamo stati sgomberati dall'amministrazione Raggi. Questo mi pare un po' paradossale. E Acea ha bloccato una strategia di ripubblicizzazione", dice Paolo Carsetti dei movimenti per l'acqua pubblica. Le sue parole suscitano dell'imbarazzo in platea e qualcuno, tra cui un eletto Cinquestelle, si alza e se ne va. "Il dipartimento Patrimonio ha invitato i vigili di riprendere il possesso della nostra sede del Rialto in applicazione di una determina proveniente dall'amministrazione Marino, ma l'attuale amministrazione non ha fatto nulla per impedirlo", spiega. Carsetti critica poi la gestione del caso Acea: "Prima di fare entrare persone del movimento acqua pubblica nel cda di Acea, bisognerebbe avviare un confronto con noi. Stiamo chiedendo da ottobre all'amministrazione Raggi di incontrarci: finora abbiamo avuto solo due appuntamenti nei quali c'è stato un riscontro comune dei problemi, ma poi non si è fatto nulla per risolverli".

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