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IL CONSIGLIERE M5S BARILLARI FINISCE IN PROCURA

"Pennivendoli la pagherete, noi non dimentichiamo"

"Pennivendoli la pagherete, noi non dimentichiamo"

Davide Barillari

Non è bastata l'aggressione ai giornalisti al seguito della Raggi a Palermo un paio di settimane fa, per abbassare i toni da parte di autorevoli esponenti del Movimento 5 Stelle. Anzi. Il consigliere della Regione Lazio del Movimento 5 Stelle, Davide Barillari, alza il tiro come forse solo Beppe Grillo aveva fatto in passato. In un post su facebook lancia l'anatema: "Pennivendoli, la pagherete. Noi non perdoniamo". Disarmanti le argomentazioni del consigliere. «Il Pd di Renzi riapre cancro Malagrotta (Cerroni ringrazia). L'omertoso PD di Zingaretti non solo tace, ma ricicla Fortini come "esperto rifiutì" dopo che il M5S lo ha cacciato dall'Ama per i danni che ha causato a tutta Roma. Di questa vergogna - scrive Barillari - tv e giornali di regime non spendono una sola parola. Ancora sono impegnati a spalare fango sulla Muraro. I pennivendoli che nascondono la verità pagheranno per tutto questo. Chi ancora ha il coraggio di votare PD è complice di tutto questo. Noi non dimentichiamo. Noi non perdoniamo». Frasi che, come sottolineato dal segretario dell'Associazione Stampa romana, Lazzaro Pappagallo, richiamano ai tempi più oscuri della nostra Repubblica, mentre il presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, ha deciso di inviare il post direttamente alla procura. Un'azione che potrebbe essere affiancata dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio, su proposta del vicepresidente Francesco Storace. La richiesta di prendere le distanze da parte del Movimento 5 Stelle avanzata da tutti gli esponenti politici, non solo laziali è ovviamente caduta nel vuoto. Un vento di odio pericoloso quello soffiato dai grillini, a maggior ragione se a soffiare con tanto livore sono consiglieri eletti e dunque rappresentanti delle Istituzioni. Sarebbe bastato, al consigliere Barillari, leggere i giornali, vedere i telegiornali, sentire le radio locali, o semplicemente aprire la rassegna stampa fornita, gratuitamente, dalla Pisana. Gli argomenti "taciuti" lo sono stati evidentemente solo per i webeti allergici all'informazione professionale. Poco, anzi, a nulla serve, in serata il tentativo di "rettifica" di Barillari: "Io non ho minacciato nessuno, ma ho solamente voluto evidenziare come la stampa che da mesi attacca la Muraro spende ben poche parole per spiegare l'emergenza rifiuti nel Lazio, responsabilità del PD, un comportamento che certe testate pagheranno sicuramente con un'ulteriore diminuzione delle copie vendute, così come emerge dall'ultimo rapporto sulla vendita della stampa quotidiana". La spina Muraro evidentemente continua a far male. E, come drammaticamente ricordato da Pappagallo: gli errori,  caro Barillari, possono diventare nelle mani sbagliate orrori. 

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