cerca

Roma, 500 negozi chiusi dopo l’estate

I più penalizzati abbigliamento, profumerie e negozi di vicinato

Roma, 500 negozi chiusi dopo l’estate

1301N__WEB

Una dopo l'altra le saracinesche dei negozi di vicinato si abbassano; al loro posto aprono bar e ristoranti, unico settore al momento in crescita, oppure operatori su area pubblica e di servizio. La Confesercenti Roma fa ancora una volta i conti con la crisi del settore commercio e diffonde gli ultimi dati sulle chiusure estive pari a 500 attività che si sono arrese e che non hanno riaperto a settembre. Vuol dire che neanche i saldi di fine stagione sono serviti a dare una boccata d'ossigeno ad un comparto che vede ancora molto lontana l'uscita dalla crisi. Se l'andamento dovesse proseguire in questo modo il 2016 si chiuderebbe, secondo l'associazione di categoria, con 3.150 attività di vicinato in meno e un saldo negativo di circa 1.800. Numeri che fanno lanciare un vero e proprio allarme a Valter Giammaria, presidente della Confesercenti Roma: «Stiamo registrando il tracollo delle vendite nei piccoli esercizi. Se continua così la perdita di fatturato per le piccole attività su strada sarà molto forte». A soffrire di più è il settore abbigliamento, le chiusure delle attività del genere sono pari a circa il 60% rispetto agli altri comparti e l'unica nota positiva si registra con le somministrazioni che riempiono, molto spesso, il posto lasciato vuoto dagli esercizi commerciali chiusi. Una tendenza che si sta affermando in generale in Italia ma soprattutto a Roma, dopo la crisi che ha investito perfino questo settore, da sempre il più vitale, negli anni trascorsi. Ad incidere sul segno meno dello shopping è stato anche l'andamento negativo del turismo con la scarsa affluenza dei visitatori italiani e stranieri nei mesi estivi, complice l'allarme attentati. «Se a ciò aggiungiamo il peso che grava sulle famiglie e le piccole imprese – rincara Giammaria - dalle spese per bollette, imposte e affitti, si allontanano ulteriormente lo speranza di una reale ripresa». La ripresa è lontana stando alle previsioni dei prossimi mesi. La Confesercenti stima la chiusura di oltre 3 mila attività che vanno a sommarsi al saldo negativo degli ultimi cinque anni, vale a dire dal 2011 al 2015, con 7.500 negozi chiusi. Per superare la crisi? La ricetta dell'Associazione è articolata: non basta più, secondo il presidente, una semplice cura antibiotica, ma occorre un mix di medicinali e ricostituenti che vanno dal contrasto all'abusivismo e alla contraffazione, fino all'alleggerimento fiscale delle tasse e imposte nazionali e locali, passando per favorire il reale accesso al credito per le piccole imprese, il contenimento del costo degli affitti dei locali commerciali e il sostegno dei processi di aggregazione e riqualificazione urbana e commerciale, come l'attuale bando regionale sulle reti di impresa in corso. Giammaria lancia infine un appello alla attuale giunta Raggi: «Prenda a cuore la situazione critica in cui versa il sistema delle piccole imprese a Roma, la chiusura di migliaia di piccole attività significa l'impoverimento del nostro tessuto produttivo e la perdita delle nostre tradizioni».

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Il camion dell'Atac blocca il tram. I passeggeri lo spostano a spinta

Victoria's Secret 2017: gli angeli conquistano la Cina
Roma, un Suv impazzito sfonda il muretto e finisce in giardino
A Rio de Janeiro va in scena Miss Bum Bum Premio al sedere più bello