cerca

I TORMENTI DEL GOVERNO

I manager di Stato trovano alleati in Parlamento

I manager di Stato trovano alleati in Parlamento

ELEZIONI: 'VIVA ROMA'; STANDING OVATION PALAEUR PER VELTRONI

Il pressing dei dirigenti pubblici che contestano la riforma Madia inizia ad avere effetti anche sul piano politico. Sono diverse infatti le forze in particolare dell’opposizione che, comprese le ragioni dei manager dello Stato sui rischi che corre la macchina burocratica con l’arrivo delle norme volute dalla Madia, si sono schierate a loro difesa.

Nei prossimi giorni, secondo quanto risulta a Il Tempo, Forza Italia dovrebbe convocare una conferenza stampa per annunciare la presentazione di emendamenti ad hoc per il decreto legislativo che cambia lo status della dirigenza pubblica. Un’apertura in questo senso è arrivata anche da Fratelli d’Italia che ha sposato le ragioni della protesta. Infine anche il Movimento 5 stelle starebbe per presentare modifiche al testo raccogliendo le indicazioni giunte soprattutto dal comitato per la difesa dell’articolo 97 e 98 della Costituzione, nato quasi spontaneamente contro le regole scritte dalla Madia.

Il cui miracolo sarebbe quello di creare sul tema un inedito asse tra i grillini e Forza Italia.

Fin qui la partita politica ma i direttori generali e tutti quelli che sono nei posti di comando della pubblica amministrazione sono anche pronti, per rafforzare la loro protesta, a lasciare le stanze dei loro ministeri, abbandonando il tradizionale basso profilo, e a scendere in piazza. Magari con un flash mob (una protesta spontanea) davanti a Palazzo Chigi, sotto le finestre del premier Renzi. Insomma azioni visibili all’opinione pubblica e ai media. Ma non solo. Allo studio ci sarebbero anche azioni più sottili che rientrerebbero nella sfera dello sciopero bianco. Ovvero nessuno stop alle erogazioni dei servizi per non penalizzare l’utenza ma condotte che possono far sentire il peso e il ruolo che i dirigenti pubblici occupano nel funzionamento della macchina dello Stato. Così alcuni pensano a un’interpretazione esatte delle norme che regolano il procedimento amministrativo. Basta approvare un atto alla fine del periodo concesso dalle regole per prolungare fino all’estremo decisioni importanti. Rallentando dunque le decisioni politiche, E qualcuno arriva anche a ipotizzare di non usare la firma digitale tornando alla firma con la biro. Per ora solo idee e progetti. Nulla di definito. Ma la sotto la brace i dirigenti sono pronti ad attizzare il fuoco.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Opinioni