cerca

Il ristoratore dello sgarbo «La Raggi non aveva fretta»

Il titolare del locale in cui Virginia ha dato buca a Malagò: "Ha preso un minestrone, era rilassata e di buon umore"

Il ristoratore dello sgarbo «La Raggi non aveva fretta»

A__WEB

Quando un amico gli grida dal marciapiede «sei l’uomo del giorno!», Sandro Palmieri, titolare dello storico ristorante «Da Dino», annuisce divertito. Sandro, infatti, sta vivendo in queste ore (e suo malgrado) attimi di improvvisa celebrità. Giornali, tv, amici, conoscenti, tutti lo cercano, perché tutti vogliono sapere se davvero la sindaca Virginia Raggi ieri ha preferito pranzare nel suo ristorante in via dei Mille piuttosto che incontrare il presidente del Coni Giovanni Malagò per discutere di Roma 2024, rifilandogli così la più classica delle «buche» e innescando un incidente diplomatico.

 

La sindaca è stata fotografata nel suo ristorante intorno alle 14.15, ce lo conferma?
«Non posso né confermare né smentire, semplicemente perché non ho fatto caso all’orario. Posso solo dire che i tre (la Raggi, l’assessora Meleo e un terzo uomo, ndc) si sono trattenuti circa mezz’ora».

 

Un pranzo veloce quindi...
«Veloce, sì, ma non frettoloso. Hanno ordinato una sola portata ciascuno: la sindaca un minestrone con della focaccia, gli altri due hanno diviso un piatto di pasta con pomodorini e rughetta».

 

Si ricorda anche che cosa hanno bevuto?
«Sì, lo ricordo perché è stato un episodio divertente. Quando è arrivato il momento di ordinare da bere, la Raggi mi ha chiesto "un po’ d’acqua del Sindaco", cioè quella del rubinetto. Ci siamo fatti tutti una bella risata».

 

Sembra di capire che fosse di buon umore...
«Direi di sì. E anche molto rilassata, gentile e cordiale. Sia con noi, perché ci ha fatto i complimenti per la cucina, sia con alcuni passanti che le hanno voluto stringere la mano mentre aspettava che le preparassimo il tavolo all’aperto».

 

Non ha notato se la sindaca andasse un po’ di fretta, come se avesse un impegno?
«No. Ripeto: il pranzo è stato sì breve, ma a me è sembrato che i tre fossero abbastanza rilassati. Ovviamente è una sensazione personale».

 

È stata la prima volta che veniva a mangiare da lei?
«Credo di sì, ma non sono sicuro. Magari era già venuta prima che diventasse sindaco e non l’ho riconosciuta. Sapete, qui ne passa tanta di gente».

 

Per esempio?
«Un gruppetto di deputati proprio del M5s veniva a mangiare qui nei mesi successivi alla loro elezione, anche se è molto tempo che non li vedo più. Lì per lì non sapevo chi fossero, l’ho scoperto più tardi quando ho visto qualcuno di loro in televisione».

 

A proposito di tv, come sta vivendo questa celebrità improvvisa?
«Be’, in nessun modo in particolare. Mio figlio Dino oggi ha comprato molti quotidiani e su quasi tutti c’è il nome o la foto del nostro ristorante, certo, ma dopo trent’anni che fai questo lavoro impari a restare coi piedi per terra. Come ho detto prima al mio amico: "l’uomo del giorno" dura quanto un fiore, cioè molto poco. Di certo non mi sto facendo illusioni».

 

Un’ultima domanda. Chi ha pagato il conto?
«Ha pagato l’uomo: bisogna essere "cavalieri" anche con una sindaca».

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Il camion dell'Atac blocca il tram. I passeggeri lo spostano a spinta

Victoria's Secret 2017: gli angeli conquistano la Cina
Roma, un Suv impazzito sfonda il muretto e finisce in giardino
A Rio de Janeiro va in scena Miss Bum Bum Premio al sedere più bello