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Raggi delude la stampa estera (amica)

Critiche e perplessità su Virginia da Usa e Gb dove le danno tra i 6 e 9 mesi di tempo

Raggi delude la stampa estera (amica)

novelli

Sono passati giusto tre mesi da quando la stampa estera aveva accolto l’elezione di Virginia Raggi a sindaco di Roma Capitale come una "rivoluzione" in grado di cambiare il destino non solo dei romani ma dell’Italia intera. Il primo sindaco donna della Città eterna, rappresentante di uno schieramento antipolitico e antipartitico. Un "omaggio" ricompensato dalla stessa Raggi che tenne la sua prima, unica, conferenza da neo eletta proprio nella sede capitolina della Stampa estera. A tre mesi di distanza tuttavia anche ben oltre il Grande Raccordo Anulare si sono accorti che a Roma c’è un problema. New York Times, The Guardian e Wall Street Journal hanno dedicato tre articoli accendendo i riflettori internazionali sul Campidoglio a 5 Stelle. Tutti sottolineano le difficoltà non solo della Raggi ma dell’interno MoVimento. «Anche membri importanti del M5S - ha scritto il Nyt - hanno criticato gli uomini più vicini a Raggi e lo staff come inadatti a governare». Una situazione, sottolinea ancora il giornale Usa «che ha spinto gli esperti a chiedersi se la vittoria dei Cinque Stelle a Roma invece di aiutare la Capitale a ritrovare stabilità politica, non abbia piuttosto mostrato le pecche del Movimento, analoghe a quelle del sistema contro il quale si è sempre scagliato». Stessa linea del Wall Street Journal che titola: «Il partito "parvenu" parte col piede sbagliato a Roma», sottolineando che «il debutto del sindaco è stato segnato dal caos e dalla paralisi». Si cita poi un sondaggio in cui il 58% dei romani giudicherebbe in modo negativo l’amministrazione Raggi. Scenario più ampio sul britannico The Guardian che sottolinea come il «caos nella Capitale potrebbe avere un effetto domino sulla stabilità politica del Paese e influenzare influenzare il voto sul referendum, l’esito del quale influenzerà il futuro del premier Renzi». Nessun commento, ovviamente, da parte del MoVimento che certamente in questo caso non può gridare al «complotto» internazionale contro la Raggi e dunque contro l’intero popolo grillino. Dalla stampa estera si fanno stime temporali per tastare concretamente la capacità o l’incapacità dell’amministrazione capitolina a 5 Stelle: sei, nove mesi. A noi romani basterebbe francamente meno. Basterebbe avere una giunta al completo, ovvero che venga riempito il tassello più importante ella squadra di governo, quella dell’assessore al Bilancio e una parola definitiva sulla candidatura alle Olimpiadi di Roma nel 2024. Dopo quasi venti giorni, si tratta di tormentoni in grado di smorzare qualsiasi entusiasmo. E i segnali che continuano a mandare dal Campidoglio non sono incoraggianti. A detta del vicesindaco Daniele Frongia, la Raggi non incontrerà il presidente del Coni Giovanni Malagò. Incontro chiesto per entrare nel merito del dossier olimpico prima di rinunciare a 4 miliardi di investimenti sulla città. Uno «sgarbo» che mortifica l’istituzione di Roma Capitale. Come del resto la paralisi amministrativa.


 

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