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Parla De Dominicis: "Cinque Stelle? Quattro ragazzacci ignoranti"

Intervista al magistrato chiamato come assessore al Bilancio e cacciato nel giro di 24 ore CRISI Virginia silura un altro assessore

Parla De Dominicis: "Cinque Stelle? Quattro ragazzacci ignoranti"

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«Sono quattro ragazzetti che non hanno finito nemmeno gli studi». Liquida così, Raffaele De Dominicis, i membri del direttorio che hanno imposto al sindaco Virginia Raggi le sue dimissioni da assessore al Bilancio del Comune di Roma. Una nomina bruciata nell’arco di soli tre giorni. I vertici del Movimento 5 Stelle, infatti, hanno scoperto che l’ex procuratore regionale della Corte dei conti del Lazio risulta indagato per abuso d’ufficio dalla Procura di Roma. Per questo ieri pomeriggio la Raggi ha annunciato con un post su Facebook la sua rimozione: «In queste ore ho appreso che l’ex magistrato in base ai requisiti previsti dal M5S non può più assumere l’incarico di assessore al Bilancio della giunta capitolina, pertanto di comune accordo abbiamo deciso di non proseguire con l’assegnazione dell’incarico».
 
 
Contattato da Il Tempo, De Domincis è caduto dalle nuvole. La Raggi l’ha contattato per dirle che non sarà più uno dei suoi assessori?
«Non ancora».
 
 
È stato il direttorio a volerlo.
«Sono quattro ragazzacci. Quattro ragazzini che credono di potersi sovrapporre ai codici e alla morale. Non mi interessa il Movimento. Io sono un uomo libero. Ho il pallino dello studio e amo Roma, per questo sono stato chiamato a fare l’assessore. Non l’ho fatto certo per il Movimento, col quale non c’entro nulla».
 
 
Cosa mi dice del procedimento penale che la riguarda?
«Sono vittima di un complotto, un’ingiustizia gravissima e senza precedenti. I miei nemici hanno raggiunto il loro obiettivo. Ma non l’avranno vinta, mi difenderò attaccando».
 
 
La sua iscrizione nel registro degli indagati però è un dato di fatto.
«Un mio ex collega della Corte dei conti mi ha contestato un atto su cui non era d’accordo. Io non ero d’accordo con lui a presentare appello su una sentenza di assoluzione di primo grado e mi ha denunciato alla Procura penale. Ma so che Pignatone l’aveva archiviato».
 
 
 
In realtà il giudice delle indagini preliminari ha chiesto ulteriori accertamenti e ha disposto l’iscrizione come atto dovuto.
«Denuncerò chi ha diffuso questa voce per violazione del segreto istruttorio. Tra l’altro il collega che mi ha accusato si è anche auto calunniato».
 
 
 
Si parla anche di un’altra denuncia, per «comportamenti non idonei» sul luogo di lavoro?
«Sono tutte calunnie. Nella mia condotta non c’è nulla che possa essere incompatibile con l’etica pubblica».
 
 
 
Ha ricevuto un avviso di garanzia?
«Assolutamente no».
 
 
 
Cosa pensa della Raggi?
«Mi sento preso in giro. Quello non è un partito. Non tornerei a fare l’assessore nemmeno se la Raggi me lo richiedesse in ginocchio. A questo punto ognuno a casa sua».
 
 
 
Il senatore Maurizio Gasparri definisce la sua una nomina fatta "col cappuccio" dalla Raggi, evocando uno scenario massonico che vede legato il sindaco allo studio Sammarco.
«Sono tutte fesserie. Mi ha scelto perché ho delle competenze tecniche sulla materia finanziaria. Querelerò anche Gasparri».
 
 
 
Chi la difende nel procedimento che la vede indagato?
«Un giovane avvocato dello studio Sammarco». 

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