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Flop per il Giubileo Se pure il Papa perde appeal

Arrivi in calo del 3,52% nel primo trimestre del 2016 In fuga anche da bar e ristoranti: affari in calo del 15%

Non solo il Giubileo non ha realizzato il sogno di risvegliare la sopita economia romana ma ha addirittura allontanato un altro tipo di turismo, quello non religioso, che rifugge in questi mesi la Capitale e che forse ritornerà quando il Giubileo sarà finito. Dall’8 dicembre (apertura della Porta Santa) ad oggi sono sbarcati a Roma poco più di 4 milioni di pellegrini, un numero decisamente inferiore alle aspettative di molti. Un turismo "mordi e fuggi", da una notte, massimo due, passata per lo più negli alloggi e dimore religiose o nei b&b abusivi (arrivati a quota 7 mila dai 3 mila che erano a dicembre), visto che quelli autorizzati, tra alberghi e altro tipo di ricettività, hanno perso tra il 4,24 e il 4,47 per cento rispetto ad un anno fa, secondo gli ultimi dati di Federalberghi Roma. La conferma del trend negativo arriva anche dall’Ente bilaterale del turismo: nei primi tre mesi gli arrivi sono calati del 3,52%, le presenze del 3,23%. Eppure nel Giubileo ci speravano gli albergatori, i commercianti, gli esercenti pubblici, gli operatori del settore trasporti. Se si fa eccezione per alcuni musei e le visite nei monumenti, dove il trend è in aumento ma non è possibile provare il suo collegamento con il Giubileo, per il resto dei settori produttivi di questa città e stato davvero un flop.

L’occupazione nelle camere alberghiere è stata pari in questi mesi all’80% esattamente come era un anno fa. Ma l’aumento del 4% di arrivi nella Capitale che si registrava da almeno cinque anni a questa parte, quest’anno non c'è stato. «Il Giubileo non solo non sta portando di più ma sta frenando anche tutto il resto del turismo non interessato a seguire gli eventi legati al Giubileo. In pratica ha peggiorato una situazione già compromessa dai vari allarmi terroristici».

Stesso discorso per il settore trasporti dove anche in questo caso si registra il segno meno. «Non solo siamo lontanissimi rispetto ai dati del Giubileo del 2000 - conferma Paolo Delfini, presidente Cna-trasporto - ma anche di quelli di un anno fa. Da dicembre siamo a -5,6% per il trasporto su pullman, un vero e proprio crollo di turisti altro che le stime che si erano fatte prima del Giubileo. Anche a Pasqua, quando tutti speravamo in una ripresa, il calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è stato superiore al 5%».

Fuga dei clienti anche dai ristoranti e bar capitolini. Per Fabio Spada, presidente della Fipe-Confcommercio, «il Giubileo ha anzi allontanato i turisti non interessati agli aventi religiosi, altro che aumento degli incassi come si poteva sperare».

Perfino nell’area a ridosso del Vaticano gli affari non vanno affatto a gonfie vele. «Lo scontrino medio è di 10 euro per chi pranza - racconta Giovanna Marchese Bellaroto, Cna commercio - nell’ordine di una bottiglietta d’cqua, un panino e un caffè». Così per i bar e gli esercizi pubblici in generale il calo da dicembre è stato del 10-15 per cento secondo Claudio Pica, presidente dell'Associazione bar e gelaterie di Roma e Provincia. «Quello che è mancato è il turismo d’elite, che una volta era protagonista nella Capitale - spiega Pica - in questi mesi, invece, abbiamo assistito ad un’ondata di pellegrini concentrati nelle zone attorno il Vaticano che però, tolti gli appuntamenti religiosi, non vanno oltre». Ad esempio, a fare shopping. «Ma che incremento? - domanda ironicamente Valter Giammaria, presidente Confesercenti Roma - il commercio su strada ha perso il 15-20 per cento dall’inizio dell'anno».

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