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12/02/2016 06:07

POLITICA E POLEMICHE

Critichi il premier? Paghi. Gratis l’insulto a Salvini

Multa di 45mila euro ai contestatori del premier a Bologna. Niente a chi aggredisce i leghisti

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Due pesi e due misure: quelli che contestano Salvini (come avvenuto in Sardegna proprio ieri) si prendono una «tirata di orecchie», per chi si azzarda invece ad attaccare il premier ci sono le maximulte. La decisione di andare a contestare Matteo Renzi alla festa del Pd nel parco della Montagnola di Bologna, lo scorso 3 maggio, sta costando cara a 14 manifestanti: sono stati raggiunti da un decreto di condanna che prevede pene pecuniarie dai 22.500 ai 45.000 euro.

 

Se ne lamenta a gran voce il collettivo Hobo: otto dei 14 condannati sono suoi affiliati. Quel giorno «eravamo in centinaia a rivendicare la legittimità di entrare in quello spazio pubblico», hanno scritto quelli di Hobo in un comunicato, ma «le Forze dell’ordine, dopo aver distribuito le prime manganellate sulla scalinata del Pincio, hanno violentemente caricato in piazza VIII Agosto, causando diversi feriti». Oggi, a qualche mese di distanza, «arrivano dei decreti penali di condanna per 14 compagni, di cui otto di Hobo. Tra chi è colpito dal decreto - si legge nel comunicato - c'è anche Stefania, che quel giorno fu vigliaccamente aggredita e bastonata da un celerino che le aprì la testa, fu soccorsa d’urgenza e portata all’ospedale». Il collettivo sottolinea che il decreto penale si sta dimostrando «uno strumento sempre più utilizzato negli ultimi tempi», visto che «è l’ennesimo che riceviamo nel giro di pochi mesi»: un dispositivo che punta a «monetizzare la pena», perchè «saltando il procedimento processuale e la presunzione d'innocenza, viene immediatamente espressa una condanna pecuniaria che l'imputato deve pagare». In questo caso «le pene variano dai 22.500 ai 45.000 euro a testa», riferisce Hobo, mettendo però in chiaro da subito che «da noi non vedranno mai nemmeno un soldo. Da noi vedranno solo odio e conflitto».

 

Altro protagonista, altro scenario: scontri a Cagliari tra forze dell’ordine e manifestanti del Coordinamento antifascisti cagliaritano scesi in piazza per contestare l’arrivo del leader della Lega Nord Matteo Salvini, ieri nel capoluogo sardo per l’inaugurazione del circolo «Noi con Salvini». Il corteo di antifascisti, dopo l’appuntamento iniziale sotto il Palazzo della Regione in viale Trento, si è diretto nei pressi del circolo in viale Sant'Avendrace, presidiato dalla polizia in tenuta antisommossa. Qui, dopo il lancio da parte di qualche manifestante di vernice e fumogeni, i militari hanno deciso di caricare il corteo, disperdendolo. Tra i partecipanti alla manifestazione, che si è svolta senza ulteriori incidenti, anche il segretario regionale del Prc Giovannino Deriu: «Sono qui per dire che Salvini è indesiderato in terra sarda, e la protesta di oggi lo dimostra. I cagliaritani hanno detto che il leader della Lega può tranquillamente stare a casa sua, invece di venire qui da noi». Anche perché contestare il Matteo della Lega è gratuito; prendersela con quello che siede a Palazzo Chigi può costare molto molto caro.

Antonio Angeli

I soliti concetto di Libertà, Democrazia e Giustizia della sinistra. SVEGLIA ITALIANIIIII
Postato da massimo casali il 12/02/2016 18:26
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