venerdì 1 luglio 2016

.
Sfogliatore
ACQUISTA EDIZIONE
LEGGI L’EDIZIONE
06/02/2016 06:08

LA LETTERA

«Trans, figli e insulti Cara Giorgia ora ti spiego tutto»

di Vladimir Luxuria 

LUXURIA

Un giorno una mia amica a cena confidò a tutti i commensali di essere incinta. Accogliemmo tutti la notizia con gioia. Un uomo le disse «Auguri e figli maschi», tra il serio e il faceto, una donna le ha invece augurato «Auguri e figlie femmine!», obiettando che bisogna smettere di usare l'espressione maschilista perché non è una maledizione avere una figlia femmina e che ancora oggi in alcune parti del mondo le neonate vengono soppresse. È cominciato un battibecco tra lui e lei fino a quando, per stemperare gli animi, ho detto «A questo punto per mettere d'accordo tutti e due il mio augurio è AUGURI E FIGLI TRANS!». E così, tra un sorriso e un altro abbiamo tutti brindato a tale bella notizia. È chiaro che in quel momento non le stavo davvero augurando che lei avesse figli trans, era una semplice battuta. Da quel momento l'ho sempre usata anche quando due amici si fidanzavano, ai matrimoni, agli annunci di dolce attesa. La reazione è stata sempre quella di un sorriso.

Anche quando è montata tutta la polemica sulla sua gravidanza ho fatto un tweet che, in sostanza, nelle mie intenzioni non era offensivo. Apriti cielo! Per tre giorni ho ricevuto messaggi del tipo «Sei invidiosa perché non puoi partorire dal culo», «Almeno la Meloni è una donna vera», «Ti appenderemo palle in giù» ecc ecc. Il quotidiano Libero ha titolato in prima pagina che io la avrei linciata perché incinta. 

L’accusa più assurda è quella secondo la quale (come sostiene Simone Di Stefano di Casapound) io sarei invidiosa perché non posso rimanere incinta. A parte il fatto che non avevo certo bisogno che me lo dicesse lui, conosco i miei limiti, motivo per il quale gioisco sempre delle gravidanze altrui, mi commuovo a vedere gli occhi dolci di una mamma con il pancione e, non avendo figli io cerco di dare tutto l'amore possibile alla mia nipotina e mandare soldi per adozioni a distanza per bimbi di aree economicamente svantaggiate. Lei ha parlato di «cattiveria» da parte mia e che comunque amerebbe lo stesso un figlio trans ma non cambierebbe idea sulle adozioni. Ma se per lei davvero non sarebbe un problema avere un figlio trans allora perché parla di "cattiveria" da parte mia? Considera l'augurio fatto da me come una iattura, una maledizione, un malocchio? Persino peggio che se le avessi augurato figli criminali o stupratori?

Tutto il polverone sollevato mi ha messo di fronte alla dura realtà: ancora oggi per molti è così radicata la paura di un figlio «diverso» che persino le battute più innocue e in buona fede diventano minacce cattive. Salvo poi dire «lo amerei lo stesso» pensando nel proprio inconscio «pur nella disgrazia». Non sempre l'amore di una mamma accoglie il figlio che si ha, la mia lo ha fatto e sono sicura che lo farebbe anche lei. Poi non sarei così sicura che una mamma contraria alle adozioni continuerebbe a esserlo se un figlio gay o una figlia lesbica le chiedessero di fare la nonna di un piccolo essere seppur ottenuto con fecondazione eterologa o maternità surrogata.

Lei ha detto che la prossima volta sarà più restia a parlare del suo privato, io invece sarò più restia a fare battute che vengono ingiustamente sovraccaricate di significato politico o di intenzioni cattive, soprattutto quando vengono messe allo stesso livello di insulti veri e sessisti contro di lei (che non condivido).

Auguro di tutto cuore a Giorgia e ad Andrea di vivere con gioia il dono più bello che non dovrebbe essere negato a nessuno: essere genitore!

Vladimir Luxuria






consenso al trattamento dei dati
I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione






Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta
Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro