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05/01/2016 06:03

I TORMENTI DEL ROTTAMATORE

Il tweet di Lippi dalla clinica: "Matteo aiutami!"

Dopo il malore di Capodanno il conduttore si appella al premier per cause ignote. Poi la (parziale) smentita

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Pare non finire mai questa notte di Capodanno materano della Rai. Perché ora, dopo l’epopea del countdown sbagliato e la bestemmia in sovrimpressione, arriva anche un piccolo giallo. Protagonista è Claudio Lippi. Il presentatore avrebbe dovuto essere sul palco il 31 sera, ma un malore lo ha costretto al ricovero all’Ospedale del Capoluogo lucano. Da cui ieri, in tarda mattinata, lancia un messaggio al presidente del Consiglio con uno strumento a quest’ultimo congeniale, Twitter: «Sono ricoverato a Matera. Avrei urgente necessità di comunicare con Matteo Renzi. Qualcuno glielo può comunicare? Grazie».

Poco più tardi, altri cinguettii, stavolta più preoccupanti: «Caro Matteo, ho urgente bisogno di comunicare con te. Sono in intensiva all’Ospedale di Matera. Ti assicuro che sei determinante per la mia vita. Non è uno scherzo. Ti prego!». Nell’immenso bar sport virtuale, gli internauti si scatenano. Chi si preoccupa, e chiede conto al conduttore delle sue condizioni di salute. Chi fa il finto tonto («che gli devi dire?» gli domandano in diversi). E chi, infine, la butta in satira («se non sei all’ottavo mese di gravidanza #staisereno», gli scrive un utente). Che il presentatore sia vittima di una prova di malasanità? Un eccesso di auto apprensione?

Dopo un po’, ecco un altro messaggio, dove i toni appaiono più stemperati. «Eccezionale la solidarietà su Twitter», scrive Lippi, «chissà se chiama Renzi?». In serata, arriva un’ulteriore correzione di tiro, in due cinguettii pubblicati l’uno appresso all’altro: «Leggo di tweet inviati da me a Renzi. Ne riconosco uno solo in cui chiedo di incontrarlo». E prosegue: «Tutti gli altri sono opera di un buontempone che ha usato il mio telefono o un hacker». A sera, in un colloquio con l’Ansa, Lippi conferma la versione dell’intrusione telematica, additando i tweet successivi al primo a un hacker o a qualcuno che gli ha sottratto il telefono durante gli esami clinici. Tuttavia, spiega Lippi, «riconosco che ho trovato un’infinità di messaggi di auguri, e questo fa piacere, ma se in compenso si rischia di subire situazioni che montano sul nulla, allora... in buona fede, non ci avevo proprio pensato». E racconta: «Ho scritto in un momento di noia. Sto meglio, aspetto di essere finalmente dimesso». Quanto a Renzi, il presentatore conferma il suo desiderio di incontrarlo: «Mi interessa come comunicatore».

Sullo stato di salute dell’uomo Tv, poi, è il primario di cardiologia Utic dell’ospedale di Matera, Giancarlo Calculli, a tranquillizzare gli animi: «Lippi resta in osservazione ma sta bene» e «ci ha più volte ringraziato per le cure che sta ricevendo dal momento del suo arrivo in ospedale». Per l’illustre paziente le dimissioni dalla struttura potrebbero arrivare nel giro di un paio di giorni. E l’ultimo cinguettio del presentatore sigla la giornata convulsa: Si chiude il caso. Buona giornata a tutti». Tutto finito, quindi? Sì, forse.

Saltando sul profilo del deputato Pd Michele Anzaldi, componente della commissione Vigilanza e molto attivo nel dibattito che riguarda l’azienda televisiva pubblica si legge: «Speriamo che la Rai sprecona e senza tetto su stipendi si comporti con Claudio Lippi diversamente di come sta facendo con Lamberto Sposini». Com’è noto, il giornalista fu colpito da ictus poco prima di andare in onda poco prima della puntata de La Vita in diretta . E la famiglia ha intentato un’azione giudiziaria contro la Rai per i tempi lunghi dei soccorsi che avrebbero aggravato le sue condizioni. Tra hacker, presunti scherzi e ospedali, Mamma Rai inizia il 2016 all’insegna del grottesco.

Pietro De Leo






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