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Natale spazza via la paura di spendere

Per la prima volta dopo 8 anni i consumi sono tornati a crescere: +3% Secondo Coldiretti a trainare gli acquisti sono stati cibo e vino

A trainare i consumi - ha spiegato l'associazione - sono stati i regali, il settore della casa, i giocattoli, l'hi-tech e, soprattutto, gli alimentari: per questi ultimi la spesa ha raggiunto quota 2,2 miliardi di euro, con una crescita del +5% sul 2014. A prevalere è stato il made in Italy, con i cibi esotici e fuori stagione praticamente scomparsi. Largo invece al più classico bollito, ma anche ai polli arrosto, cappelletti in brodo, pizze rustiche e dolci fatti in casa, con il record di una media di 3,1 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti. Appena il 9 per cento degli italiani è invece andato al ristorante, mentre il 3 per cento ha preferito festeggiare in un agriturismo. La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata - conclude la Coldiretti - in 850 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 400 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 350 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 300 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 100 milioni di euro per formaggi e uova.

Bene anche il settore dei regali: sotto l’albero sono stati scartati 5,6 miliardi di doni tra grandi e piccini. Sul podio dei regali più gettonati salgono libri, tecnologia, abbigliamento, prodotti di bellezza e l'enogastronomia. In una famiglia su tre (33 %) sotto l'albero hanno trovato spazio i tradizionali cesti con i prodotti enogastronomici tipici, già confezionati o fai da te, per i pranzi e cenoni delle feste insieme a parenti e amici. Nella scelta dei regali per i bambini gli italiani hanno privilegiato il contenuto educativo (48 per cento) ma è stata presa in considerazione anche l'utilità pratica: i piccoli infatti hanno ricevuto articoli per l'infanzia (30%), libri (18%) e abbigliamento (17%), mentre i teenager libri (24%), videogame (15%) e abbigliamento (11%) secondo Deloitte.

La nota stonata è rappresentata invece dal settore viaggi, a causa di un sensibile calo delle prenotazioni di vacanze o brevi soggiorni all'estero da parte degli italiani, determinato dalla paura di attentati dopo i gravi fatti di Parigi.

«Tuttavia - afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi - la differenza di spesa rispetto al periodo pre-crisi è ancora molto elevata: nel 2007 "l'effetto Natale", ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro».

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