venerdì 26 agosto 2016

.
Sfogliatore
ACQUISTA EDIZIONE
LEGGI L’EDIZIONE
11/12/2015 06:06

MINACCIA ISLAMICA

«Vietato il burqa in ospedali e uffici»

La Lombardia approva la delibera sulla sicurezza: tutti a volto scoperto Maroni: «Applichiamo solo una legge nazionale che non viene rispettata»

IMMIGRAZIONE: SINDACO COMUNE PADOVANO VIETA USO BURQA

Detto fatto, la Giunta regionale lombarda ha approvato la delibera sulla sicurezza: chi entra negli ospedali e negli uffici regionali dovrà essere riconoscibile, dunque a volto scoperto. Soddisfatta Simona Bordonali, assessore regionale alla Sicurezza, protezione civile e immigrazione: «Altro impegno mantenuto da parte della giunta Maroni».

Un provvedimento che, si legge in una nota, prevede l'adozione di misure idonee al rafforzamento del sistema di controllo, di identificazione e della sicurezza. E che vietano l’utilizzo di qualunque mezzo «atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona nelle sedi istituzionali della Giunta e degli enti e società del sistema regionale». Dice Bordonali: «Chi vuole entrare negli ospedali lombardi e nelle sedi della Regione dovrà essere riconoscibile e presentarsi a volto scoperto. Sono quindi vietati burqa, niqab, così come passamontagna e caschi integrali». E aggiunge: «I gravi episodi di terrorismo che si sono verificati nelle ultime settimane ci hanno indotto a rafforzare le misure di sicurezza. La Regione Lombardia si muove in anticipo rispetto al governo italiano e interviene per quanto di propria competenza per garantire la sicurezza di dipendenti, operatori e visitatori esterni». Con la delibera di ieri è stata demandata alle competenti strutture regionali l'adozione entro il 31 dicembre 2015 degli atti dirigenziali necessari a dare attuazione alle disposizioni. «Ora chi controlla gli ingressi degli ospedali e di tutti gli uffici della Regione Lombardia potrà bloccare l'accesso a chi si presenta con il volto coperto» ha spiegato il governatore lombardo Roberto Maroni. «Esiste una legge nazionale in tal senso - ha ricordato Maroni - e noi abbiamo adeguato il nostro regolamento». Una norma che «tuttavia non viene attuata e rispettata in quanto migliaia di donne di religione islamica girano indisturbate con il volto interamente coperto dal burqa o dal niqab, rendendo impossibile la loro identificazione» ha commentato il segretario della Lega Lombarda, Paolo Grimoldi.

Il messaggio della Lega è chiaro: la sicurezza dei cittadini non può essere messa a rischio da un atteggiamento remissivo verso dettami religiosi «che nulla hanno a che vedere con il nostro modo di vivere, le nostre regole e i valori laici di uguaglianza fra uomo e donna faticosamente conquistati dalla nostra società» come ha ribadito Fabio Rolfi, vice capogruppo regionale del Carroccio.

Pina Sereni

E' ora che le nostre leggi siano fatte rispettare da tutti, compresi i barbari che considerano le donne meno dei cammelli. Non è lecito che le loro schiave girino col il viso coperto !!!
Postato da carolus il 11/12/2015 11:55
Invia il tuo commento





consenso al trattamento dei dati
I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione






Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta
Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro