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«Vietato il burqa in ospedali e uffici»

La Lombardia approva la delibera sulla sicurezza: tutti a volto scoperto Maroni: «Applichiamo solo una legge nazionale che non viene rispettata»

«Vietato il burqa in ospedali e uffici»

IMMIGRAZIONE: SINDACO COMUNE PADOVANO VIETA USO BURQA

Detto fatto, la Giunta regionale lombarda ha approvato la delibera sulla sicurezza: chi entra negli ospedali e negli uffici regionali dovrà essere riconoscibile, dunque a volto scoperto. Soddisfatta Simona Bordonali, assessore regionale alla Sicurezza, protezione civile e immigrazione: «Altro impegno mantenuto da parte della giunta Maroni».

Un provvedimento che, si legge in una nota, prevede l'adozione di misure idonee al rafforzamento del sistema di controllo, di identificazione e della sicurezza. E che vietano l’utilizzo di qualunque mezzo «atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona nelle sedi istituzionali della Giunta e degli enti e società del sistema regionale». Dice Bordonali: «Chi vuole entrare negli ospedali lombardi e nelle sedi della Regione dovrà essere riconoscibile e presentarsi a volto scoperto. Sono quindi vietati burqa, niqab, così come passamontagna e caschi integrali». E aggiunge: «I gravi episodi di terrorismo che si sono verificati nelle ultime settimane ci hanno indotto a rafforzare le misure di sicurezza. La Regione Lombardia si muove in anticipo rispetto al governo italiano e interviene per quanto di propria competenza per garantire la sicurezza di dipendenti, operatori e visitatori esterni». Con la delibera di ieri è stata demandata alle competenti strutture regionali l'adozione entro il 31 dicembre 2015 degli atti dirigenziali necessari a dare attuazione alle disposizioni. «Ora chi controlla gli ingressi degli ospedali e di tutti gli uffici della Regione Lombardia potrà bloccare l'accesso a chi si presenta con il volto coperto» ha spiegato il governatore lombardo Roberto Maroni. «Esiste una legge nazionale in tal senso - ha ricordato Maroni - e noi abbiamo adeguato il nostro regolamento». Una norma che «tuttavia non viene attuata e rispettata in quanto migliaia di donne di religione islamica girano indisturbate con il volto interamente coperto dal burqa o dal niqab, rendendo impossibile la loro identificazione» ha commentato il segretario della Lega Lombarda, Paolo Grimoldi.

Il messaggio della Lega è chiaro: la sicurezza dei cittadini non può essere messa a rischio da un atteggiamento remissivo verso dettami religiosi «che nulla hanno a che vedere con il nostro modo di vivere, le nostre regole e i valori laici di uguaglianza fra uomo e donna faticosamente conquistati dalla nostra società» come ha ribadito Fabio Rolfi, vice capogruppo regionale del Carroccio.

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