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Ora Marine vede l’Eliseo «È una rivolta di popolo»

Front National al 28%. La leader: «Siamo il vento di libertà» Hollande ritira i candidati sconfitti. La Gauche: «È uno choc» «ALLEATI» A gennaio Le Pen a Milano

«Si avvicina». Ha un tono quasi rassegnato la prima pagina di Libération con il volto di Marine Le Pen all’indomani del travolgente successo del Front National nelle Regionali francesi. Perché, benché si tratti di un voto locale, l’avanzata dell’estrema destra assume innegabilmente un significato nazionale. Non foss’altro perché, fatta eccezione per i ballottaggi di domenica prossima, non ci saranno altri turni elettorali prima delle presidenziali del 2017.

E così l’Eliseo, da irraggiungibile, è oggi per i lepenisti una partita che può essere almeno giocata. Lo sa bene Marine Le Pen, leader e candidata naturale al più alto seggio nazionale. «Questo voto - ha commentato - è una rivolta del popolo.Noi siamo un soffio di vento di libertà di rinnovamento per la Francia che porteremo avanti rispetto ai nostri avversari».

Poi Marine ha affrontato il tema del ballottaggio, commentando le prime scelte di Hollande che ha deciso il ritiro dei propri candidati nelle Regioni in cui il Partito Socialista è arrivato terzo per lasciar spazio ai «Republicains» di Sarkozy e arginare il Front. «Possiamo dire che se si vota Front National si fanno scomparire i socialisti - ha detto la leader - decidere di ritirarsi dal ballottaggio in alcune regioni, a favore del centrodestra, è una scelta che segna l'inizio della scomparsa del partito di Hollande».

Scelta diversa ha fatto Nicolas Sarkozy. Lui non ritirerà i suoi candidati, non cercherà nessuna alleanza con i socialisti pur di fermare la Le Pen. Dopo aver condotto una campagna elettorale tutto schiacciata a destra per provare a drenare voti dal Front National, accordarsi con Hollande significherebbe darsi la zappa sui piedi. Ma la coerenza non nasconde la grandissima sconfitta subita. Che potrà essere mitigata solo in parte se il centrodestra sovesse ribaltare il risultato in alcune delle sei regioni nelle quali il Front ha conquistato più voti.

Comunque andranno i ballottaggi, nulla potrà cancellare i numeri del primo turno. Il 27,73% del Front National ha fatto impallidire il 26,65% di Sarkozy e il misero 23,12% di Hollande, provocando lo sconcerto degli intellettuali progressisti che ora si leccano le ferite e si chiedono come arginare la marea di destra. Dal canto suo, Marine Le Pen prova a guardare oltre la Francia e a rinsaldare l’asse con gli alleati euroscettici del Parlamento di Strasburgo. Non è stata casuale la carezza data a Salvini nelle ore immediatamente successive allo spoglio: «È una persona molto capace, gli auguro di ottenere il mio stesso successo». Così come è stato indicativo il messaggio lanciato al leader dell’Ukip Nigel Farage che in Gran Bretagna sta conducendo la battaglia per il referendum sull’uscita dall’Unione Europea. «Una Brexit sarebbe meravigliosa, straordinaria, per tutti gli europei che ambiscono alla libertà» ha detto Marine. «La Brexit - ha continuato - sarà oggettivamente l’inizio della fine dell’Unione europea. Io la paragono al Muro di Berlino. Se la Gran Bretagna butta giù una parte del muro, questa è la fine».

Per ora è caduto il muro dei «repubblicani» in Francia. E, da domenica sera, tutto quello che appariva impossibile sembra all’improvviso - che piaccia o meno - molto più a portata di mano. Ha ragione Libération: si avvicina.

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