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Renzi e le polemiche sulla trasferta a New York: "Fosse stato il calcio nessuno avrebbe detto niente"

Il premier risponde agli attacchi: "Un grande Paese sta insieme anche grazie a emozioni condivise e non solo a statistiche. Chi vuole vivere di rancore, faccia pure"

Renzi e le polemiche sulla trasferta a New York: "Fosse stato il calcio nessuno avrebbe detto niente"

Renzi

La trasferta di New York si è conclusa con una grande festa. E con altrettanto grandi polemiche. Perché in molti, soprattutto all'opposizione, non si sono lasciati sfuggire l'occasione di attaccare Matteo Renzi per il viaggio fuori programma. Un viaggio che, per giunta, ha impedito al premier di andare a Bari per inaugurare la Fiera del Levante. Ma come, è stata l'obiezione sollevata, tante belle parole sul Sud e poi alla prima occasione utile il presidente del Consiglio preferisce una partita di tennis?

I più maliziosi hanno letto nella scelta di Renzi il tentativo di evitare il confronto faccia a faccia col governatore Michele Emiliano. Che, pur essendo un esponente del Pd, ha deciso di dare battaglia sul decreto della Buona Scuola presentando ricorso alla Corte Costituzionale. Non a casa Emiliano, pur difendendo il viaggio del premier che ha preferito le due pugliesi Flavia Pennetta e Roberta Vinci, alla trasferta in Puglia, ha sottolineato che lui non è potuto andare a New York perché impegnato nel suo lavoro. 

Fatto sta che, dopo aver festeggiato il trionfo di Pennetta, oggi Renzi torna sull'argomento. Lo fa con la sua newsletter con la quale, di fatto, risponde anche a chi lo accusa di non affrontare i problemi del Paese preferendo operazioni "pubblicitarie" come quella di New York.

 

 

L'Italia cresce Il premier, infatti, parte dagli ultimi dati sull'economia. Numeri che dimostrano che "l'Italia ha finalmente svoltato. Non siamo più il problema economico dell'Europa, non siamo più la minaccia finanziaria del mondo. E dopo anni di segno meno crescono tutti gli indicatori".  "L'Italia - prosegue - sa che questa è la volta buona. E se finalmente riusciamo a dare fiducia al risparmiatore, al consumatore e -lasciatemelo dire - soprattutto al cittadino, allora le cose cambiano davvero. Promettere di abbassare le tasse è un ritornello di tutti (o quasi) i politici. Noi lo stiamo semplicemente facendo. E lo facciamo anche perché pensiamo che poter contare su un fisco meno oppressivo (anche nei metodi, ne parleremo più diffusamente in una delle prossime enews) è lo strumento che abbiamo per restituire libertà di impresa e investimento agli italiani".

 

 

Emergenza migranti Quindi passa al tema immigrazione. Un argomento su cui l'Italia è "oggi un punto di riferimento a livello internazionale" al punto che il presidente del Consiglio rilancia la necessità di arrivare ad "una politica di asilo comune, con accoglienza e rimpatri gestiti dall'Europa e non dai singoli stati, con una politica di cooperazione internazionale più incisiva, con un'azione mirata contro i trafficanti di uomini, gli schiavisti del ventunesimo secolo".

 

 

La battaglia delle riforme Terzo punto, forse il più delicato in questo momento, le riforme: "Da qualche settimana i media riportano una grande discussione sulle riforme costituzionali. Il ritornello che viene trasmesso a reti unificate è il solito: non ci sono i numeri per approvare le riforme. Un ritornello cui sono molto affezionato, perché è lo stesso che ha funzionato alla grande in tutte le precedenti riforme puntualmente approvate tutte. Porta bene, insomma. Non c'erano i numeri, secondo tutti questi esperti, per fare la riforma elettorale, che adesso infatti è legge dello stato. Non c'erano per la scuola, per il jobsact, per gli 80 euro, per la responsabilità civile dei magistrati, per il divorzio breve, per la pubblica amministrazione, per i reati ambientali, per l'anticorruzione, per l'irap costo del lavoro: tutti a dire, scrivere, profetizzare che 'no, non ci saranno i numeri'??. E alla fine i numeri ci sono sempre stati. Come ci sono e ci saranno per la riforma del Senato. Perché quello che sta accadendo in questo scorcio di legislatura è che finalmente la politica si è dimostrata capace di recuperare dignità. La musica è cambiata, le cose si fanno, le riforme diventano legge, i risultati arrivano".

 

 

Le critiche su New York Risposto agli attacchi che gli vengono fatti sul piano politico, Renzi dedica il "post scriptum" della newsletter al viaggio andata e ritorno per Flushing Meadows: "Due ragazze del sud, due giovani donne trentenni, due tenniste straordinarie hanno compiuto un'impresa nella quale non credeva nessuno, nemmeno loro. Hanno colorato d'Italia gli US Open giocandosi la finale e distruggendo il sogno della numero 1, Serena Williams. Hanno ammutolito NYC che poi le ha abbracciate in una ovazione entusiasmante e ci hanno reso orgogliosi di essere italiani. è la grande forza dello sport, come dimostra Fabio Aru che trionfa alla Vuelta. O i successi di sportivi più o meno noti, in tutte le discipline".

"Ma le vittorie di Pennetta e Vinci, e il trionfo di Flavia in finale, non sono solo tennis - aggiunge -. è molto più che tennis. è una meravigliosa storia italiana, di donne che non rassegnandosi e non arrendendosi dimostrano che siamo capaci di tutto, persino di vincere quando non ci crede nessuno. Sono andato a NYC per vivere con loro la finale. Ho letto molte polemiche per la mia scelta. Fosse stato il calcio, non avrebbe detto niente nessuno. Ma è tennis, tennis femminile, e allora in tanti hanno storto la bocca come fosse sport di serie B. Rispetto tutti. Ma credo che un grande Paese come l'Italia, una comunità nazionale stia insieme anche grazie a emozioni condivise e non solo a statistiche. Quelle ragazze ci hanno emozionato e reso orgogliosi. L'Italia con i suoi rappresentanti, con il suo Comitato Olimpico, era lì con loro. A dire brave, a dire grazie, a dire al mondo che ci guardava che 'come sempre??' l'Italia è capace di tutto. Chi vuole vivere di rancore, faccia pure. Noi oggi ci teniamo stretti questa inattesa felicità".

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