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Ex onlus di Marino, si indaga per truffa

L’inchiesta riguarda le assunzioni fantasma alla "Imagine". Nel mirino della procura 3 contratti firmati dal chirurgo dem

Sulle assunzioni "fantasma" nell’ex onlus di Ignazio Marino la procura di Roma indaga per truffa ai danni dello Stato. L’informatico assunto dal sindaco prima che vincesse le elezioni è accusato di aver commesso tale reato in concorso con una o più persone, sui nomi delle quali è giallo. A pié di pagina dei tre contratti "sospetti" finiti al vaglio della Guardia di Finanza (due dei quali risulterebbero intestati a nomi di fantasia) campeggia la firma di Marino, che allora presiedeva la onlus "Imagine". Tuttavia il primo cittadino si è sempre dichiarato parte lesa in questa vicenda, tanto da aver presentato una denunciaalle forze dell’ordine tra il 2011 e il 2012 per furto con scasso nei locali dell’organizzazione senza fini di lucro. Fondata nel 2005 dal noto chirurgo dem (poi sceso in politica) per l’assistenza sanitaria di donne e bambini che vivono in condizioni di marginalità in Italia e in paesi poveri come l’Honduras e il Congo, "Imagine" era finita al centro di una bufera mediatica a giugno del 2013, a ridosso del ballottaggio per le elezioni comunali nella Capitale. Un dossier giornalistico rivelò che erano stati "creati" dal nulla nella onlus dipendenti inesistenti i cui assegni venivano girati sempre alla stessa persona (l’informatico) o che un dipendente infedele avesse assoldato due persone per evadere il fisco. Su questa base Gianni Alemanno chiese a Marino di ritirare la sua candidatura. L’invito non venne accolto e il resto è storia. Sulla base di una denuncia presentata in Procura è stata però avviata l’indagine dal pubblico ministero Pantaleo Polifemo. Nel registro degli indagati è finito Carlo Pignatelli. Il 44enne è stato assunto nella onlus nel marzo 2012 con un contratto di collaborazione occasionale «avente per oggetto assistenza e manutenzione dei servizi informatici in sede centrale e per i progetti in essere». Il periodo lavorativo andava dal primo marzo al 31 dicembre 2012, mentre «il corrispettivo della prestazione viene stabilito in 5 mila euro lordi». A firmare il contratto, in qualità di presidente e legale rappresentante dell’organizzazione no profit "Imagine", è Ignazio Marino. La stessa firma si ritrova anche su altri due contratti, sempre di collaborazione occasionale, sui quali è previsto lo stesso compenso per la prestazione svolta (5 mila euro), nello stesso arco temporale (dal primo marzo al 31 dicembre 2012). Il nome riportato sul primo di questi due contratti "sospetti" è quello di Franco Briani, nato a Roma il 18 agosto del 1971. Il dipendente assunto si sarebbe dovuto occupare «dell’assistenza per i servizi di comunicazione in sede centrale e per i progetti, e per la gestione dei fornitori del settore». Il secondo contratto, invece, viene stipulato dalla onlus "Imagine" con tale Marco Serra, nato a Roma il 10 febbraio del 1970, per «l’installazione e l’uso di software specifici (vedi database)». Come detto, entrambi, al pari di quello di Pignatelli, vengono sottoscritti dall’allora presidente e legale rappresentante, Ignazio Marino, lo stesso giorno: ossia il primo marzo 2012. Nei mesi scorsi la Finanza ha depositato al pm un’informativa. Dai riscontri investigativi sembrerebbe che Briani e Serra siano persone inesistenti. Versione che ha confermato lo stesso indagato Pignatelli: «Il mio cliente - spiega l’avvocato Massimiliano Scaringella - è stato ascoltato dagli inquirenti circa un anno fa è ha spiegato che si trattava di nomi di fantasia. Tutte le persone ascoltate avrebbero confermato questa circostanza, compreso il denuciante». Ma chi è il denunciante? «Io non ho ancora avuto modo di leggere la denuncia - precisa il legale - ma da quello che ha dichiarato in campagna elettorale Marino, dovrebbe essere stato lui a fare quella denuncia». Fatto sta che Pignatelli ora è indagato per possesso e fabbricazione di documenti falsi e, in concorso con altri, per truffa ai danni dello Stato. Per sapere chi sono questi "altri" bisognerà attendere la chiusura delle indagini preliminari.

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