cerca

Il golpe immobiliare di Sel e centri sociali

Vogliono cancellare la delibera su Affittopoli Pressioni per riprendersi case e locali del Comune LEGGI ANCHE Affitti mai riscossi e morosi cronici. Lo scandalo del patrimonio comunale

Il golpe immobiliare di Sel e centri sociali

2001N_-_WEB

La sinistra delle occupazioni abusive si lancia alla conquista del patrimonio del Comune di Roma. Nel mirino caserme vuote, ex depositi, scuole chiuse, ma anche i quasi 700 immobili residenziali e non, inseriti nell’ormai famosa delibera 88, con cui l’Assemblea Capitolina ha votato la parziale dismissione delle sue proprietà, con l’ambizioso scopo di ricavarne 300 milioni di euro entro l’anno. Tutte aree che alcuni ‘simpatizzanti’ dei Movimenti per la Casa vorrebbero assegnare, anche senza bando, a «istituzioni di democrazia partecipata che superino le attuali politiche di privatizzazione» o a «comunità informali di cittadini attivi». Insomma a tutta quella galassia che ruota e ‘produce’ voti e consenso dal Pd in poi. Centri sociali compresi.



IL CAVALLO DI TROIA
L’arma, questa volta, è una proposta di delibera di iniziativa popolare che la Commissione capitolina alla Cultura, guidata dal capogruppo di Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola, ha iniziato a discutere ieri insieme alla Commissione Patrimonio. L’intenzione è arrivare in Assemblea Capitolina con un testo che modifichi sia la delibera di Giunta del giugno 2014 del vicesindaco, Luigi Nieri, dal titolo «Un patrimonio di idee», sia il provvedimento dall’attuale assessore, Alessandra Cattoi, che dismette quasi 700 immobili. La proposta in realtà porta la firma del comitato civico «deLiberiamo Roma»; a questo però si sono aggregate realtà legate ai centri sociali come Teatro Valle Occupato, Rifondazione Comunista, Cinema America Occupato e Scup. O come Action, guidata dall’ex consigliere di Sel, Andrea «Tarzan» Alzetta, tra l’altro anche lui presente in Commissione come «auditore».

 


CITTADINI ATTIVI Questo il percorso immaginato: cavalcare il malcontento dei consiglieri verso la delibera 88 (definita quasi da tutti «una svendita»), descrivere uno scenario dove gli immobili comunali diventino la casa di associazioni di volontariato e alla fine ottenere criteri di assegnazione ad hoc per le realtà di riferimento. Ecco un inciso significativo della relazione illustrativa: «Particolare attenzione per le proposte provenienti da gruppi di cittadini attivi che già hanno avviato, anticipando l’amministrazione, la valorizzazione sociale del patrimonio e rigenerando immobili senza titolo specifico».

 


MODELLO NAPOLI
Siamo ovviamente alla fase embrionale del provvedimento. Seppur con qualche remora, sia il M5S che il Pd hanno dato la loro disponibilità al confronto, pur sapendo di andare in contrasto con i provvedimenti voluti dalla Giunta guidata da Ignazio Marino. Contraddizione in cui non teme di cadere Gianluca Peciola: «Abbiamo già salvato alcune associazioni - afferma - Ora vorremmo avviare un processo di valorizzazione sociale sull’esempio di Napoli e Messina».

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Choc a Roma: si lancia dal tetto, i poliziotti lo afferrano volo [VIDEO]

Isola dei Famosi hot, la Marcuzzi si lancia su De Martino e resta nuda
Raikkonen spezza una gamba al meccanico della Ferrari
Il crollo in diretta: ecco il video della voragine sull'Appia