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Il Cnel doveva scomparire. È ancora lì

L’abolizione è legata all’approvazione del ddl costituzionale. Non se ne farà nulla fino al 2016 LEGGI ANCHE Gli invincibili 500 enti inutili

Il Cnel doveva scomparire. È ancora lì

ENERGIA:MARZANO,PRESTO PIANO TAGLIO 1/3 DIPENDENZA GREGGIO

Doveva essere il primo passo verso la chiusura di tutti gli enti inutili, invece a distanza di oltre un anno, il Cnel come le altre società pubbliche mangia soldi, è ancora lì. Il 31 marzo del 2014, Renzi appena paracadutato a Palazzo Chigi prometteva: «L'abolizione del Cnel è l'antipasto della semplificazione della pubblica amministrazione che arriverà nelle prossime settimane». A distanza di un anno quell’antipasto non è stato ancora servito e la prospettiva è che si vada verso il commissariamento. Dipendenti, consiglio e presidente sono asserragliati a Villa Lubin come in un fortino difficile da espugnare. L’operazione di soppressione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, presieduto dall’ex ministro Antonio Marzano, si è rivelata più difficile del previsto. Non c’è solo la resistenza dei sindacati che negli anni hanno trasformato questo ente in un buen ritiro per segretari confederali rottamati. Essendo un ente previsto dalla Costituzione, Il Cnel per essere chiuso ha bisogno di una legge costituzionale che richiede ben quattro passaggi in Parlamento. Renzi l'ha incardinata nel disegno di legge che contiene la riforma del Senato e l’eliminazione delle Province. Il testo ora è al Senato ma prima che sia discusso devono trascorrere tre mesi; dopo il voto torna alla Camera per la quarta e ultima votazione. Dopodichè sarà indetto un referendum confermativo. Bene che vada l’iter potrebbe concludersi a fine 2015 ma molto dipene dalla convenienza politica ad accelerare o meno i tempi. Per il Cnel il ddl di riforma costituzionale prevede che dopo il via libera definitivo della legge, venga nominato un commissario per gestire la fase di transizione fino alle dismissioni degli immobili e alla ricollocazione del personale in altre strutture pubbliche. Ma il commissariamento potrebbe essere anticipato. A luglio infatti scadono il Consiglio e la presidenza di Marzano e Renzi per dare un segnale di cambiamento potrebbe decidere di anticipare il commissariamento invece di prorogare gli attuali vertici. Nel frattempo il Cnel marcia a scartamento ridotto. Una decina di consiglieri si è dimessa dopo che l’indennità è stata azzerata. Gran parte di loro sono ex sindacalisti parcheggiati lì da Cgil, Cisl e Uil. Renzi ha voluto dare una prima randellata con la legge di Stabilità che ha ridotto la dotazione per l’ente a 8,7 milioni.

Il problema che si porrà all’indomani della chiusura dell’ente è lo smistamento del personale. I dipendenti manterranno lo stesso trattamento economico? C’è chi sostiene dentro l’ente che si profila come un’operazione di facciata perchè il costo del personale resta.

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