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Nei Paesi dell’Est investimenti nei videopoker

Sale gioco in Bulgaria e Romania

Gli investimenti criminali non solo in Italia, ma anche all’estero. Soprattutto in Bulgaria e Romania. E quale uno dei business maggiori della malavita? Il gioco d’azzardo. Nelle carte degli inquirenti romani, infatti, spuntano intercettazioni tra indagati che parlano di possibili investimenti di denaro in questi due Paesi.

In una conversazione del 15 giugno del 2012, due indagati parlano di sale da gioco in Romania, mentre uno dei due sarebbe coinvolto uin un progetto di investimento per una sala di videopoker in Bulgaria.

Nell’affare, secondo i Ros, sarebbe coinvolto anche Marco Iannilli. Nella conversazione tra lui e il cognato, Maurizio Caracciolo, quest’ultimo spiegava che la’fare era stato rimandato di qualche giorno per l’assenza del «console». A questo faceva riferimento anche nella telefonata del 6 luglio 2012 in cui «il predetto spiegava al proprio ingterlocutore non ridentificato, di avere la disponibilit à di un "costrttore che è il secondo il Europa qua a Racale, ca, insomma...siamo entrati in amicizia...", di voler costituire ’na cosa di videopojker in Bulgaria...» e di poter contare sulla protezione del «console italiano», a detta di Caracciolo «molto ben radicato come malavita...».

Nell’informativa dei carabinieri, inoltre, si spiega come prima di portare a termine l’operazione, le persone intercettate debbano «valutare le macchinette». È il 2 settembre 2012 quando Caracciolo viene intercettato di nuovo e con il suo interlocutore commentano le possibilità offerte dalla vendita di un videogioco. Terminano la conversazione ipotizzando di vendere i videogiochi in Romania e onvergono sul fatto di poter parlare con una ragazza che esercita come avvocato a Bucarest. Ed ecco che ipotizzano la possibilità di andare in Romania qualche giorno. Nella conversazione del 9 settembre 2012 Caracciolo alludeva alla possibulità di coinvolgere anche «il nano», «verosimilmente Marco Iannillil ("in questa fase io posso pure interessare il nano" perché il nano con me sta sotto schiaffo sta...cioè nel senso che lui paga la società però sa che non defve entrarci e poi non c’è nessun motivo per entrarci...a parte che lo scanno!).

Oltre ai videogiochi, tra gli investimenti che avrebbero voluto portare a termine secondo la procura di Roma, anche quelli immobiliari e nel settore nautico. Gli indagati cercano di contattare il proprietario di un cantiere navale di Anzio. In base alle indagini del Ros, ci sarebbe stato un incontro il 7 agosto 2012 con lo scopo di parlare di eventuali investimenti nel settore navale.

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