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«Prima usciamo dall’euro, meglio è per tutti»

Asse tra Lega Nord e FdI-An al convegno sulla moneta unica: è la causa della disoccupazione

«Prima usciamo dall’euro, meglio è per tutti»

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«Prima usciamo da questa Europa e da questo euro e meglio è per tutti». Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, ieri poco prima di fare ingresso nella sala convegni dell’hotel Majestic a Montesilvano, in provincia di Pescara, dove si è tenuto il convegno dell’associazione A/simmetrie «L’Italia può farcela». Salvini ha partecipato a una tavola rotonda con Fausto Bertinotti, Giorgia Meloni e Gianni Cuperlo.

«L’Italia può e deve farcela. Non si può andare solo a Bruxelles a battere i pugni sul tavolo con il cappello in mano. Bisogna andare in Europa e dire o facciamo come vogliamo fare oppure ce ne andiamo. E si fa a meno di loro e del loro euro» ha spiegato il leader della Lega Nord che ha aggiunto «l’euro ci ha fatto perdere in questi ultimi 15 anni quello che avevamo. Serve una nostra moneta, più giusta, che ci farebbe ritornare a essere competitivi e a lavorare in Italia. L’euro è la causa della disoccupazione nel Paese. Chiunque sostenga questa battaglia è un mio amico, non faccio distinzioni tra destra e sinistra».

E infatti sul punto Salvini ha spiegato di aver «proposto un incontro a Grillo su questi temi. Gli ho detto parliamone ma continua a far cadere il discorso».

«Per comprendere la fase che stiamo attraversando e provare ad uscire dalla crisi bisogna mettere insieme i saperi. Quelli dell’economista, dello storico, giurista ha invece detto Gianni Cuperlo (Pd) nel corso del suo intervento. Cuperlo ha poi sottolineato: «Bisogna dimenticare la demagogia del passato, dell'europeismo usato come clava nei confronti delle critiche alle politiche monetarie».

«Siamo andati in Europa come degli alcolisti anonimi e abbiamo trovato un santone che si è intestato case e conti correnti» ha invece detto la leader di Fratelli d’Italia-An, Giorgia Meloni, durante il suo intervento al convegno, «Abbiamo spiegato quelli che erano i nostri problemi - ha aggiunto - e siamo finiti in una cosa in cui non decidiamo niente. Lasciamo l’euro, una moneta malata e torniamo a controllare la nostra economia».

«L’Italia e l’Europa devono affrontare la questione euro in modo pragmatico e non ideologico, senza preclusioni, perché tutti i dati degli ultimi mesi confermano che questa moneta unica non funziona e sta provocando recessione e disoccupazione anche in quelle Nazioni che finora ne hanno tratto un vantaggio competitivo» ha aggiunto la Meloni che ha continuato «per la nostra Nazione è arrivato il momento di chiedersi cosa convenga fare, perché finora l’euro ha distrutto la domanda interna, ha fatto crollare i consumi delle famiglie e ha disintegrato la competitività delle nostre aziende. Prima si rompe la gabbia dell’euro e si abbandona la follia di un sistema costruito su economie troppo diverse tra loro e prima l’Italia e l’Europa avranno la possibilità di tornare a crescere e avere un futuro. La proposta di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale - ha concluso la Meloni - è lo scioglimento concordato e controllato della zona euro».

«In Europa il Governo italiano ha già fallito. Lo stress test ne è la prova. Dieci banche italiane silurate. Se continua così, l’uscita dell'Italia dall'Euro sarà un atto necessario per salvarci dal disastro» ha spiegato l'economista Alberto Bagnai che è intervenuto alla tavola rotonda.

Bagnai con Claudio Borghi è il fondatore dell'associazione A/simmetrie, che promuove la ricerca scientifica e il dibattito sulle asimmetrie economiche. Rientrano in questo campo di indagine temi quali la crescita della disuguaglianza, gli squilibri strutturali fra paesi, le regole di politica economica. L’associazione raccoglie fondi e finanzia progetti di ricerca, sottoposti al vaglio di un comitato scientifico composto da economisti di diverso orientamento.

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