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27/10/2014 06:06

FAIDA DEMOCRATICA

Il sondaggio nascosto. Zingaretti batte Renzi

Ecco la slide «fantasma» della rilevazione di Swg non pubblicata dal Pd. Il governatore a Roma ha un gradimento superiore a quello del premier LEGGI ANCHE Resa dei conti nel partito: a Roma è tutti contro tutti

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Nicola Zingaretti batte Matteo Renzi. Almeno per quanto riguarda il gradimento dei romani. Eccola la slide del mistero contenuta nel sondaggio commissionato dal gruppo Pd in Campidoglio alla Swg e pubblicato venerdì scorso da La Repubblica con tanto di intervista al capogruppo Dem in Assemblea Capitolina Francesco D’Ausilio.

«In quel sondaggio esistono dei dati non resi noti, rilevazioni che riguardano il governatore del Lazio», è il tam-tam che arriva dalla Leopolda. Alcuni big del Nazareno parlano di un vero e proprio «giallo», una slide non diffusa sul gradimento di Zingaretti, Renzi e Marino messi a confronto. Sul sindaco di Roma s’è praticamente detto e scritto di tutto in questi tre giorni. Solo il 16% dei romani intervistati dalla Swg considera efficace la giunta capitolina; al primo cittadino non va meglio: solo il 20% dei romani invece dice di avere fiducia in Ignazio Marino.

Giudizi impietosi, non c’è dubbio. Ma nella slide - la numero 26 del sondaggio Swg - che inchioda il sindaco-chirurgo al 20% ci sono anche altri dati non resi noti. Il 54% dei romani intervistati dall’istituto di ricerca infatti dice di avre molta o abbastanza fiducia in Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio. Il governatore stacca di gran lunga - di ben dieci punti - Matteo Renzi. Il premier e segretario del Pd infatti a Roma non va oltre il 44%, un gradimento inferiore alla media nazionale: Datamedia Ricerche, che settimanalmente esegue per Il Tempo un sondaggio sul gradimento di partiti e governo, giovedì scorso gli attribuiva il 52% di fiducia.

Ancora più interessanti sono poi i dati disaggregati. Tra gli elettori del Pd Zingaretti ha l’84% di gradimento, Renzi il 75% e Marino il 41%. Tra coloro che dicono di votare per Forza Italia, Renzi ottiene una fiducia al 46%, Zingaretti al 28% e Marino praticamente non esiste: l’1%. Tra gli elettori del MoVimento 5 Stelle infine, Zingaretti ha il 25% di gradimento, Renzi e Marino sono appaiati al 12%.

Dati molto interessanti, che pongono almeno due domande. La prima: perché il capogruppo Pd D’Ausilio non ha diffuso per intero il sondaggio di cui sindaco, partito e colleghi si sono sempre dichiarati essere all’oscuro? Perché celare un dato significativo tanto quanto quelli su Marino? Seconda domanda: cosa vuol fare «da grande» un politico che nella sua città riscuote più credito del proprio premier e segretario e che gode di buona stima anche fuori dal Raccordo anulare? Ufficialmente nessuno parla, né fornisce risposte a questi quesiti. Ufficiosamente escono fuori ricostruzioni diverse, tutte tese nell’indicare Zingaretti come il salvatore di Roma o - ipotesi più suggestiva e a detta di molti molto più aderente alla realtà - la possibile alternativa a Renzi, colui in grado di riaggregare la minoranza bersaniana, di riunire tutti gli ex Ds, la piazza Cgil e le aree più riformiste della sinistra. E c’è molta curiosità per il think tank «Demo» che Zingaretti dovrebbe varare entro fine anno.

Il futuro diraderà le nebbie e fornirà ogni risposta. Probabilmente se ne saprà di più anche sul sondaggio e su una genesi politica i cui contorni sono ancora da chiarire.

Di certo, le rilevazione Swg fornisce elementi di valutazione interessanti anche per quanto riguarda i partiti. Ad esempio, secondo i romani intervistati il partito più vicino ai cittadini è il non partito di Beppe Grillo, quel MoVimento 5 Stelle indicato da 27 romani su cento «quale partito a Roma in grado di caire i bisogni del cittadino». Il Pd viene reputato vicino alla gente solo dal 22% degli intervistati, mentre il 21% ritiene che non esista alcun movimento politico in grado di interpretare le necessità della popolazione. Gli altri partiti vanno a picco: 7% Sel e FdI-An, 4% Forza Italia, 2% Lega e La Destra.

Il discorso però cambia se si parla di intenzioni di voto. La domanda quindi è d’obbligo: se si votasse oggi chi vincerebbe le elezioni comunali? Risposta: si andrebbe al ballottaggio tra il centrosinistra (43%) e il centrodestra (27,5%). Il Pd rispetto alle europee a Roma passa dal 43,1 al 35% (ma alle comunali 2013 prese il 26,3), Sel resta invece stabile al 6%. Nel centrodestra FI passa - secondo Swg - dal 13,5% delle europee al 12,5% (alle comunali prese il 19,2, ma come Pdl, cioè prima della scissione con Ncd), FdI-An viene stimato al 6,5% (5,9 alle amministrative 2013 e 5,3 alle europee), il Nuovo Centrodestra insieme all’Udc è dato al 3,5% (-0,2% rispetto al voto di maggio) e la Lega Nord al 2,5% (+1,4% in confronto alle europee). Stabile invece il MoVimento 5 Stelle, stimato dal sondaggio al 25%, esattamente quanto prese a Roma alle europee, ma molto sopra quel 12,8% preso alle comunali. Gli altri partiti vengono calcolati al 4%, mentre gli indecisi o astenuti starebbero al 23%.

Daniele Di Mario






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