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Ecco i 211 lupi solitari «italiani»

La lista degli «invisibili» finiti nel mirino dell’antiterrorismo Connazionali convertiti e immigrati di seconda generazione
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Italia ad alto rischio emulazione di azioni stile Ottawa. Dopo l’attentato che ha scosso il Canada mercoledì, e in cui è morto l’autore Michael Zehaf-Bibeau, anche il resto dei Paesi occidentali fa i conti con figure inquietanti che potrebbero commettere azioni terroristiche in nome di Allah. Nel nostro paese sono 211 le persone sotto la lente d'ingrandimento dell'antiterrorismo e che compongono la lista dei soggetti ritenuti a rischio perchè vicini al network del terrore jihadista. Sono i «lupi solitari», quelli che all'interno della follia jhadista propagandata dall'Isis, si muovono in assoluta autonomia, sulla base di iniziative individuali, proprio come ha fatto Zehaf-Bibeau. Una sorta di black-list, dunque, stilata dalle nostre forze di polizia che hanno individuato tutti quei soggetti «radicalizzati» sull'intero territorio nazionale e che potrebbero compiere gesti solitari.

Il fenomeno interessa tutta l'Italia, da nord a sud, anche in quei luoghi in cui non sono presenti moschee e centri islamici che raccolgono i fedeli e che, in alcuni casi, diventano punti nevralgici per l'indottrinamento e il reclutamento. Di questa lista di «attenzionati» fanno parte convertiti italiani, immigrati di seconda generazione e anche i volontari della jihad che sono partiti o che potrebbero farlo, per andare a combattere in Siria e Iraq con i miliziani di Abu Bakr al-Baghdadi. Secondo gli analisti, poi, il numero delle persone sotto la lente d’ingrandimento potrebbe per certi versi raddoppiare, se si considera l’indotto, cioè alcuni di coloro che frequentano e che al momento sono definibili «borderline». Secondo il modus operandi dell’intelligence britannica, infatti, per ogni jihadista «attenzionato» ci sono almeno altre 4 persone coinvolte. L’Italia, a differenza del Canada, non ha stilato invece un elenco di «viaggiatori a rischio» di cui faceva parte l’attentatore di Ottawa, Michael Zehaf-Bibeau, a cui ritirare il passaporto per evitare il fenomeno dei foreign fighters.

Tuttavia, il rischio di attentati, ha innalzato il livello di guardia su tutto ciò che orbita intorno all’Islam italiano. Dopo l’attacco terroristico al cuore del Canada, ieri il ministro dell’Interno Angelino Alfano, con un tweet ha sottolineato come «contro la minaccia dell’Isis il livello di allerta in Italia è elevato. Approntate tutte le misure di sicurezza e il comitato di analisi strategica antiterrorismo». Oltre all’attività dei «lupi solitari», infatti, esiste un’altra realtà capace di mettere in campo azioni terroristiche di matrice fondamentalista. Si tratta di tutte quelle cellule «in sonno», l'evoluzione di quelle qaediste, che potrebbero attivarsi e decidere di abbracciare la causa jihadista dell’Isis, quindi la restaurazione del Califfato e la proclamazione dello Stato islamico, compiendo azioni in Occidente. In Italia nel 2006 furono sventati due attacchi terroristi a Milano e Bologna, proprio progettati da cellule al tempo affiliate ad Al Qaeda. Nel 2009, invece, a Milano Mohammed Game, ingegnere libico di 35 anni, si è fatto esplodere davanti all'ingresso della Santa Barbara imbottito con due chili di tritolo. L'uomo viveva da tempo nel capoluogo lombardo, con regolare permesso di soggiorno e sposato con una donna italiana. Prima di azionare il detonatore ha gridato: «Via dall'Afghanistan». Andando indietro negli anni, però, le pagine di cronaca italiana riportano altri episodi che hanno come protagonisti cellule jihadiste o «lupi solitari». Nel 2004 un marocchino, Mostafa Chouki di 35 anni, si è fatto esplodere all'interno della sua auto davanti a un McDonald's. La vicenda è rimasta per certi aspetti avvolta nel mistero, anche se gli inquirenti non hanno escluso che il suicidio fosse legato al fanatismo religioso di matrice islamica, proprio perche il fastfood americano è ritenuto dagli jihadisti il simbolo del consumismo Occidentale. L'episodio, inoltre, ricorda un altro suicidio sospetto accaduto l'anno prima a Modena. Al Khatib Muhammad, un palestinese con passaporto kuwatiano, si fece esplodere all'interno della propria auto nei pressi della sinagoga. Nel 2002, infine, i Carabinieri di Agrigento hanno arrestato il presunto responsabile degli attentati al Tempio della Concordia di Agrigento, avvenuto il 5 novembre 2001, e quello alla metropolitana di Milano del maggio 2002. L'uomo, con precedenti e originario di Favara, si era convertito all'Islam. Secondo gli investigatori, le sue azioni erano proprio da ricondurre alla conversione e al fanatismo religioso. Ad oggi è difficile per le forze dell’ordine fare una stima precisa dei «lupi solitari» in quanto non interagiscono con l’organizzazione madre, ma sono in tutto e per tutto indipendenti.

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