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«Attentato a Milano». E gli 007 vanno in tilt per una traduzione sbagliata

Francesca Musacchio Una falsa notizia su un presunto attentato terroristico sventato alla metropolitana di Milano manda in tilt il nostro sistema di sicurezza. Voci su attacchi jihadisti nel nostro...

Una falsa notizia su un presunto attentato terroristico sventato alla metropolitana di Milano manda in tilt il nostro sistema di sicurezza. Voci su attacchi jihadisti nel nostro Paese, ad opera dei miliziani dell’Isis, si susseguono per ore e la tensione, per un evento non confermato, ha creato un corto circuito all’interno dell’intelligence. La notizia pubblicata ieri da un quotidiano, infatti, secondo cui i servizi segreti marocchini avrebbero rivelato di un attentato terroristico mandato all’aria, non solo a Milano, ma anche a Bologna e Padova, ha creato un bel po’ di agitazione tra le fila degli addetti ai lavori, perché il fatto non risultava a nessuno. Ma gli elementi per capire che si trattava di una bufala c’erano tutti. Gli attentati a Milano e Bologna (Padova al momento non sarebbe mai comparsa tra gli obiettivi degli jihadisti), fanno parte della storia della lotta al terrorismo islamico del nostro Paese e hanno a che fare con Al Qaeda e gli anni immediatamente successivi all’11 settembre. I servizi segreti marocchini, impegnati a difendere un Islam moderato, non hanno rivelato nulla di nuovo. A ricordare l’evento, infatti, è stato il capo dei servizi segreti marocchini, Mohamed Yassine Mansouri, che durante il suo intervento al Comitato contro il terrorismo nella sede dell’Onu a New York, il 30 settembre scorso, parla proprio dell’approccio del Marocco e di altri Stati africani, alla lotta contro il terrorismo di matrice islamica. In un passaggio della sua relazione, in cui illustra risultati, strategie e progetti della cooperazione dello Stato maghrebino con l’Occidente, si legge chiaramente: «Analogamente, nel marzo 2006 lo smantellamento dell’organizzazione terroristica legata ad Al Qaeda e l’ex Gspc tunisino Mohamed Hedi Ben M’Sahel, ha permesso l’aborto di piani terroristici verso la sede del l’ex Dst a Parigi, la metropolitana di Milano e la Basilica di San Petronio a Bologna». Nel 2006, quindi, non oggi, che pure abbiamo un livello di allerta altissimo a causa dell’Isis e del suo folle progetto di ricostruire il Califfato. Del resto, proprio Abu Bakr al-Baghdadi e i suoi mujaheddin, non hanno mai nascosto la volontà di attaccare l’Italia, come anche altri Paesi europei. Per trovare il bandolo della matassa, infatti, e capire che la notizia era infondata quanto vecchia, bastava fare un giro in rete o approfondire il contesto delle dichiarazioni fatte dallo 007 marocchino. In realtà la collaborazione con il governo marocchino si è fatta più stretta dopo la caduta delle Torri Gemelle, in seguito anche per gestire il flusso migratorio verso il nostro paese. Le indagini congiunte tra gli 007 marocchini e le polizie italiane, portarono alla scoperta di cellule dormienti lontane dal realizzare i loro progetti terroristici. La non-notizia ha allertato oltremodo i nostri servizi di sicurezza. Scompiglio e preoccupazione anche all’estero in quando da giovedì Milano ospiterà il decimo vertice Asem, l’Asia europe meeting, cui parteciperanno i capi di Stato di oltre 50 Paesi. E nella città, già blindata, la tensione è salita alle stelle. Per nulla.

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