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Il sindaco di Fasano: «Ho ricevuto un sacco di insulti, non vado più alla festa»

Il sindaco di Fasano: «Ho ricevuto un sacco di insulti, non vado più alla festa»

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Ad essere stato preso di mira è stato lui, Lello Di Bari, sindaco di Fasano, che mai avrebbe immaginato di dover parare colpi provenienti da destra e manca per lo sfarzoso matrimonio della figlia dell’«imperatore del ferro» indiano, Pramod Agarwal.

Sindaco Di Bari, un faraonico evento indiano mentre i nostri ragazzi sono ancora laggiù?

«Dispiace a me e credo a tutti sapere che i nostri fucilieri siano ancora trattenuti in India, ma se il governo non riesce a trovare una soluzione, non posso certo farlo io vietando il matrimonio. Abbiamo un territorio turistico che l’anno scorso è balzato al sesto posto in Puglia per numero di presenze. A parte che non avrei avuto nemmeno la facoltà di oppormi, visto che le nozze si svolgono in strutture private, ma sarei stato un folle a mandare via 800 indiani che mi dicono rappresentare il 20 per cento della ricchezza indiana».

Lei, però, in queste ore è stato investito dalle polemiche.

«La mia posta elettronica è bloccata, un generale in pensione mi chiede chi pagherà la corrente elettrica, ma è sicuramente un folle; qualcuno dell’Accademia di Livorno ha chiesto ai colleghi di corso di scrivermi per dirmi che mi devo vergognare».

Lei ha parlato di grande spot e ritorno di immagine. Neanche una parola sui i marò. La contestano per questo?

«Ma non ho avuto neanche l’occasione di farlo. Poi c’aveva già pensato Alfano, no?»

In che senso?

«È stato il ministro dell’Interno a parlare di possibili azioni eclatanti in segno di protesta, lui ha innescato le polemiche. Fino a quel momento nessuno ci stava badando. Ai marò va tutta la mia solidarietà. Io ho rilasciato solo una dichiarazione di poche righe e se avessi avuto la possibilità di ricordare i marò, lo avrei fatto. Ma non è vietando un matrimonio che si risolve il problema. A parte che se lo facessi, i proprietari delle strutture mi lincerebbero».

Lei andrà al matrimonio. Troverà il modo per ricordare i nostri ragazzi?

«Potrei anche farlo, ma a questo punto non so nemmeno se sarò invitato. E se lo sarò, forse non ci andrò. Non voglio diventare il bersaglio di tanti coglioni che si divertono a mandare mail. Ma se ci andassi non mi dimenticherei dei nostri ragazzi. E comunque, se a noi italiani dovessero vietarci di andare in tutti i luoghi dove abbiamo combinato casini, nessuno di noi potrebbe andare a sposarsi all’estero».

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