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«Mare Nostrum rifinanziata senza neanche passare per le aule»

Hanno ripetuto che era un’operazione temporanea, che non sarebbe continuata a lungo. Che i soldi non c’erano. Invece la rifinanziano

Hanno ripetuto che era un’operazione temporanea, che non sarebbe continuata a lungo. Che i soldi non c’erano. Invece la rifinanziano. Parliamo dell’operazione umanitaria Mare Nostrum, condotta egregiamente a partire dal 18 ottobre 2013 dalla nostra Marina Militare nel Mediteranneo e, in particolare lungo il canale di Sicilia. Un «servizio» che ha consentito di salvare molte vite umane, anche se funge da richiamo per i migranti, che da mesi hanno molte più chances di essere soccorsi dai nostri mezzi navali. Un servizio che costa dieci milioni di euro al mese e che pesa solo sulle spalle del nostro Paese e non, come dovrebbe essere, su quelle dell’intera Europa.

«Il ministro della difesa Roberta Pinotti ha confermato che la missione Mare Nostrum verrà rifinanziata per 60 milioni di euro - ha attaccato ieri la presidente della Commissione bicamerale Schengen, Laura Ravetto - Mi chiedo come questa intenzione sia concepibile con le dichiarazioni fatte a più riprese dallo stesso ministro, nonché dal titolare del dicastero dell'Interno, in ordine al fatto che Mare Nostrum debba essere un'operazione a termine, ovvero che l'Italia non può più sopportare a lungo. Durante il "question time" - prosegue Ravetto - ho fatto presente al ministro che invece di pensare a provvedimenti di rifinanziamento, che inevitabilmente ricadranno sui contribuenti italiani, sarebbe decisamente più opportuno inviare all'Europa la check-list dei costi aggiuntivi che l'Italia sta sostenendo e che il commissario Cecilia Malmstrom sta ancora aspettando, al fine di avviare la compartecipazione europea».

La presidente della bicamerale ha sottolineato che «dal 22 aprile fino a ieri il responsabile del Viminale ha parlato di "operazione a tempo"». E lo stesso ha fatto, «dal 7 maggio a oggi» la Pinotti. «Nessuno vuole che la gente muoia - ha spiegato ancora la rappresentante di Forza Italia - ma questa non è la soluzione. Esiste una direttiva Ue sulla protezione temporanea, la numero 55 del 2001, che può essere applicata subito. Si prevede che ci siano oltre due milioni e mezzo di siriani in arrivo in Italia. Se l’Unione applica la direttiva, potranno essere dislocati su tutto il territorio europeo. Smettiamola di parlare di operazioni a tempo, un termine che può significare anche dieci anni di durata. Inoltre - ha concluso Laura Ravetto - l’approvazione di Mare Nostrum non è passata neanche per le Camere ma è semplicemente frutto di una delibera del Consiglio dei ministri del 14 ottobre 2013. E ora viene rifinanziata con un ddl che va solo in commissione bilancio. Possibile che una cosa così delicata non passi dalle aule parlamentari?».

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