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Faccia un bel gesto: rinunci a 2 auto su 3

Cara Presidente Boldrini, che lei abbia una scorta ben nutrita lo dimostrano i dati che abbiamo pubblicato nelle pagine a cui fa riferimento il suo portavoce e che i sindacati do polizia oggi ci confermano. Non abbiamo inventato niente, ci siamo limitati a riportare numeri sui costi di questo sistema di sicurezza imponente e inedito e che, a differenza di quanto scrive Roberto Natale, non abbiamo notizia sia mai stato adottato da altre cariche istituzionali. Ad esempio, il Presidente del Senato Pietro Grasso ha meno uomini di scorta di Lei. Per quanto riguarda l’uso della Polizia Postale, abbiamo scritto che alcuni agenti sono stati mesi al lavoro a Montecitorio per scandagliare la Rete e individuare minacce o insulti nei confronti della Presidente della Camera dei Deputati. E abbiamo anche sottolineato che ora non sono più lì, ma ci risulta che continuino a fare lo stesso tipo di controlli in riferimento alla Sua Persona. Se lo hanno fatto anche per «la sicurezza informatica» di altri, dovrebbe spiegarci perché, come è accaduto a fine aprile a Termoli (episodio che abbiamo riportato puntualmente), chi si sfoga sui social network e la cita riceve la tempestiva «visita» della Digos a domicilio. A tale proposito Le rivolgiamo una semplice domanda: se un qualsiasi cittadino riceve minacce o insulti su internet si provvede a un intervento immediato dello stesso tipo? È normale, secondo Lei? È poi bizzarro che, se è vero che la scorta a Lei dedicata sia stata rafforzata su richiesta non sua ma dei «responsabili della pubblica sicurezza», come precisa il Suo portavoce, lo stesso non sia accaduto per altre cariche istituzionali o per il Presidente del Consiglio. Anche Matteo Renzi (e chi lo ha preceduto) lavora a pochi metri da dove è avvenuta la sparatoria del 28 aprile 2013. E non ricordiamo che l’apparato di protezione sia stato esteso, in passato, a «compagni» e figli. Come Lei ben sa, inoltre, non è stata la Polizia mai Lei stessa a chiedere (per due notti) a due agenti di dormire nella sua abitazione, anche questo un episodio che, a memoria, ci sembra inedito. Infine, un consiglio. Visto che la scorta non l’ha voluta Lei e che, come ha detto più volte, Le è stata imposta ed è una forte limitazione della Sua libertà, dovrebbe fare un bel gesto e decidersi a ridurre le auto da tre a una. Siamo certi che sarebbe apprezzato non solo da noi, ma da tutti gli italiani.

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