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Mussolini: «La black list? È un orgoglio Meglio censurati che minchioni»

La deputata di Fi sceglie l'ironia: «Ben vengano i volti nuovi, ma poi in politica bisogna dimostrare quanto si vale»

Mussolini: «La black list? È un orgoglio Meglio censurati che minchioni»

Alessandra Mussolini

Una smentita è una notizia data due volte. E così, complice un vecchio adagio «giornalistico», non è bastato che da Forza Italia negassero l’esistenza di una black list dei volti da «oscurare» nei telegiornali per cancellare le polemiche. Anzi. L’elenco consegnato (ma smentito) da Deborah Bergamini ai direttori delle testate continua a far discutere. Laura Ravetto reagisce stizzita: «L’elettorato di Fi non ama certo le gatte morte in tv». Alessandra Mussolini la prende con molta più ironia. E, tra una risata e l’altra, a Il Tempo si vendica a modo suo: «Una black list? È un onore esserci. Meglio censurati che minchioni...».

Onorevole Mussolini, questa black list esiste o no?

«Ah, guardi, è una cosa meravigliosa. Sa cosa le dico? Per com’è messa la politica oggi, stare in una black list è un punto d’orgoglio. Vuol dire che almeno si suscitano reazioni, che si è capaci di non lasciare gli altri indifferenti. Per la mia storia è meglio stare in una lista black che in una white».

Davvero non le è dispiaciuto neanche un po’ quello che hanno svelato i giornali?

«Ma no, si figuri, è una cosa divertentissima. Pensi che in Senato alcuni colleghi si sono anche complimentati con me... Meglio essere da censurare che minchioni, non crede?».

Non saprei, dipende...

«Comunque questa cosa è stata smentita, meglio lasciar perdere».

D’accordo, la lista non c’è. Ma con la voglia di volti nuovi e rassicuranti del Cavaliere come la mettiamo?

«Che Berlusconi voglia gente nuova e giovane è legittimo, è giustissimo. Poi, che siano volti rassicuranti o meno lo si capisce da quello che combinano in Parlamento. E alla fine sono gli elettori a giudicare».

Non teme che l’eccessivo nuovismo spinga a sacrificare militanza ed esperienza?

«Esperienza? Militanza? Ma che dice... Renzi ha vinto le primarie del Pd, si rende conto? Stiamo parlando di gente alla quale, anni fa, nessuno gli avrebbe dato 50 euro in mano. E adesso si permettono anche di parlare...».

Renzi non le piace?

«A me no. Non è profondo, dietro la battuta non c’è niente».

E dell’anti-Renzi di Forza Italia cosa ne pensa?

«Di chi?».

Beh, tutti parlano di Giovanni Toti. Per il sindaco di Pavia Cattaneo è «una personalità assolutamente positiva che può dare il suo contributo».

«Cattaneo chi? L’eterno giovane? Va beh... Comunque, in politica bisogna dimostrare quanto si vale. Ben vengano i volti nuovi, provare delle persone diverse è sempre positivo. Poi, se uno è bravo va avanti, non è detto che il partito accetti sempre qualsiasi cosa».

E siete pronti ad «accettare» Toti?

«Assolutamente sì. Se sarà capace di riunire il partito in questa fase di riassetto sarà il benvenuto. Magari ci vuole proprio una persona neutrale per buttarci tutto alle spalle. Non dimentichiamo che siamo appena usciti da una scissione. Ora dobbiamo concentrarci sulla cose che uniscono, non su quelle che dividono».

A proposito di scissione, lei riaccoglierebbe Alfano in Forza Italia?

«Guardi, a me è sempre piaciuta la gente leale. Lui, purtroppo, non si è comportato bene. Da segretario politico si è messo a comporre, lui sì, delle black list per mostrarle al presidente Berlusconi. Un vero leader convince gli altri, non cerca di dividere. È stato un traditore, punto. E chi tradisce una volta è pronto a rifarlo. Una volta saltato il fosso si diventa come un serial killer, politicamente parlando...».

Eppure Berlusconi lo riaccoglierebbe a braccia aperte.

«Se si deve andare alle elezioni uniti, va bene. Ma io non dimentico. Torniamo pure insieme, ma quello che è successo non si cancella. Le black list vere le ho viste con Alfano e Fini. Non le dimentico».

Il Cavaliere vuole ridimensionare i falchi? Vi considera responsabili della scissione?

«Ma no, si figuri. La verità è che Berlusconi vede ogni giorno quello che accade nel quadro politico, le mosse del governo, le accelerazioni di Renzi, e automaticamente diventa falco o colomba a seconda delle necessità. La sua forza è quella di essere imprevedibile, ha sempre strategie vincenti. Che si vada alle elezioni o meno».

A proposito di elezioni. Le chiedete a gran voce ma non avete ancora risolto il nodo del candidato premier.

«Procediamo passo dopo passo. Ora Berlusconi sta disegnando l’assetto sul territorio, poi verrà il resto. La verità è che lui è insostituibile».

Non ci riuscirebbe neanche la figlia Marina?

«Mah... Non so se è davvero intenzionata a scendere in campo, non ho molti contatti con lei. Bisogna vedere se ha la voglia. Non è scontato, dopo quello che è successo al padre».

Onorevole Mussolini, la ringrazio. La rivedremo presto in tv?

«E chi lo sa, mi devono dare il bollino, mi devono bollinare. Senza bollino non si va da nessuna parte»...

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