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Risse, polizia e feriti. Com’è manesco il Pd

Scontro fisico tra i sostenitori di due mozioni avversarie per eleggere il segretario romano

Circoli «fantasma», tessere last minute, risse, querele, intervento delle forze dell’ordine, ricoveri in ospedale. È il desolante e poco edificante spettacolo che sta dando il Pd romano, impegnato in questi giorni nel congresso cittadino, prodromo di quello nazionale.

C’è un favorito: il senatore Lionello Cosentino, portato da popolari, franceschiniani, bettiniani, zingarettiani. C’è un giovane sfidante: Tommaso Giuntella, supportato dai dalemiani-marroniani e da qualche zingarettiano dissidente tra cui il segretario uscente Marco Miccoli. C’è un giovane outsider, il renziano Tobia Zevi, «inventato» da Paolo Gentiloni. E quando nei circoli capitolini si va alla conta delle tessere per eleggere i delegati all’assemblea romana che voteranno il segretario ne succedono di tutti i colori. Da Trastevere alle periferie è un fiorire di scene tragicomiche. Qualcuno dice che a Vigne Nuove la tragedia si sia sfiorata davvero. Lo dice di certo il presidente del Consiglio del III (ex IV) Municipio, Riccardo Corbucci, finito in ospedale con trauma cranico (prognosi di 5 giorni) e collarino.

Ma cos’è accaduto? Il circolo Pd di Vigne Nuove faceva capo fino al 2009 a tal Zanon, poi passato all’Udc. Uscito Zanon, perse i 300-400 iscritti e la sede. Una sezione «fantasma», senza un posto dove riunirsi né organismi interni. A Roma ce ne sono una decina, tre nell’ex IV Municipio: Vigne Nuove, appunto, Fidene e Colle Salario. Circoli che eleggono delegati all’assemblea. Nevralgici per gli equilibri tra le mozioni sul territorio.

A Vigne Nuove gli iscritti nel 2012 erano 19. Diventati 49 con l’ultimo tesseramento. E quando la sezione s’è riunita per il congresso di circolo è scoppiata la bagarre. Corbucci - che sostiene Giuntella - ha chiesto di invalidare tutto, come già fatto in precedenza a Colle Salario. I sostenitori di Cosentino hanno replicato. Finimondo. Il popolare Claudio Ricozzi ha cercato di tappare la bocca a Corbucci ed «evitare il pessimo spettacolo con i militanti presenti». Corbucci è poi caduto in terra sbattendo il capo contro un tavolo. Ricozzi ha accusato un malore. Intervento della polizia, ambulanze, due ricoveri al San Giovanni e al Sant’Andrea. Querele.

«Corbucci ha simulato, si è tuffato - racconta un testimone - È stato lui a strattonare Ricozzi». Ma il diretto interessato smentisce. «C’è poco da ridere, poteva andare anche peggio - dice Corbucci - Ho già presentato denuncia. Quel circolo non fa attività politica, non ha sede né organi interni: non può riunirsi, non può discutere. Come fa a fare il tesseramento? Se uno vuole iscriversi dove va? Da chi? Non esiste neanche sul sito del Pd Roma. Nel 2012 non ha votato, ma ha delegati uscenti. Ma qui la politica non c’entra. Io sono stato picchiato. Però il partito deve avere degli anticorpi: le regole sono sbagliate, si consente a chiunque di votare, di iscriversi all’ultimo».

E Ricozzi? «È Corbucci che ha colpito me. Mi si è aggrappato addosso per cadere di proposito, ho cercato di tenerlo e mi ha colpito. Dove? Ci sono gli avvocati... Non ha neanche un testimone. Sono allibito, mi sono sentito male. Sono stato danneggiato politicamente, fisicamente, moralmente. Questa volta non la passerà franca, è un provocatore di professione. Quel circolo sta cercando di rinascere, ha partecipato alle primarie ed eletto un consigliere municipale, Anna Maria Punzo. Sono stati fatti tanti sforzi per tenerlo in piedi. Ho 54 anni, non ho mai subìto denunce, né sono mai stato aggredito o ho aggredito nessuno. Sono stufo e arrabbiato».

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