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«Fini è un riferimento per chi crede nella legalità»

Flavia Perina, ex deputata di Fli e già direttore del Secolo d’Italia, non è impressionata dall’Officina per l’Italia lanciata da Giorgia Meloni. Anzi. «Finora abbiamo assistito solo ad auspici e...

«Fini è un riferimento per chi crede nella legalità»

FINI, BERLUSCONI SI DIMETTA O FLI USCIRA' DAL GOVERNO

Flavia Perina, ex deputata di Fli e già direttore del Secolo d’Italia , non è impressionata dall’Officina per l’Italia lanciata da Giorgia Meloni. Anzi. «Finora abbiamo assistito solo ad auspici e non credo che siamo davanti a un’autentica ricostruzione. Si parla di temi generali ma per costruire una forza politica vera non si può evitare di prendere posizioni nette sui temi del qui e dell’ora».

Ad esempio?

«È vero o no che è in atto un golpe giudiziario in Italia? E la legge Severino? Come va applicata? Non si è capito quello che pensano. Finora da quello che ho visto manca il coraggio di addentrarsi sulle cose che contano adesso e si parla solo di valori generici nei quali è facile riconoscersi».

Quindi il progetto non l’appassiona.

«Io da giornalista e osservatrice della politica penso che è legittimo fare un cartello elettorale per pemettere a tante forze del centrodestra di sopravvivvere alla soglia del 4% delle prossime elezioni Europee. Certo, però, che non si tratta di un rassemblement della destra ma di una manovra elettorale resa necessaria dal fatto che oggi nessun partito supererebbe lo sbarramento».

Neanche Fratelli d’Italia?

«Alle Europee col sistema maggioritario Forza Italia non avrà le indulgenze nei confronti degli alleati che ha mostrato il Pdl nelle scorse politiche. I mulini saranno diversi e ognuno, giustamente, vorrà portare acqua al proprio. Soprattutto in questo momento politico in cui Silvio Berlusconi sta cercando di intestarsi la titolarità del centrodestra italianio. Non è una novità, lo ha già fatto con la Destra, ad esempio, promuovendo un’alleanza salvo poi disfarsene quando non serviva più».

Però molti ex An potrebbero non trovarsi più a proporio agio in Forza Italia.

«Il Pdl è stata una forza di coalizione solo sulla carta. In realtà le singole posizioni, espresse da Gianni Alemanno o Sandro Bondi per dirne due, valevano poco. Con la nuova Forza Italia si troverà in difficoltà chi ha finto per tutto questo tempo di stare in una coalizione vera e si troverà a militare nel partito di Silvio Berlusconi».

Qualcuno di loro potrebbe aderire a Officina per l’Italia.

«Sicuramente molti devranno dire: resto qui o vado altrove. A leggere le agenzie sembra che tanti hanno già scelto la prima opzione. A dimostrazione che Berlusconi si è mangiato la destra italiana. Anche per questo mi sembra difficile l’operazione di un nuovo centrodestra che non si pone in modo chiaro e netto contro il berlusconismo».

E Gianfranco Fini? Porterà un contributo?

«Parlerà quando lo riterrà opportuno. Saggiamente si è sfilato da queste dinamiche e ha scritto un libro per spiegare dal suo punto di vista gli ultimi vent’anni. Senza dubbio rappresenta un punto di riferimento per quanti hanno creduto e credono a una destra della legalità e dei diritti ma non credo sia dentro a questi percorsi, altrimenti avrebbe già parlato».

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