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I giudici: "Berlusconi ai vertici Mediaset anche dopo l’impegno politico"

Depositata la motivazione della condanna in secondo grado. E per la Cassazione il Cav "fa accuse ingiuste e gravissime"

I giudici:  "Berlusconi ai vertici Mediaset anche dopo l’impegno politico"

Silvio Berlusconi interviene a Torino per la campagna elettorale 2013

Durissime le motivazioni contro Berlusconi con cui la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare i processi da Milano a Brescia lo scorso 6 maggio Nei confronti dei giudici, si legge, e stata mossa «un'accusa infamante, perchè colpisce un presupposto o una precondizione irrinunciabili della professionalità e dell'onorabilità del giudice, quali il dovere di imparzialità e l'indipendenza di giudizio». Lo mette nero su bianco la VI sezione penale della Cassazione nello spiegare perchè, lo scorso 6 maggio. In particolare, l'ordinanza 22112, rispondendo ai rilievi della difesa di Berlusconi su «contesti deliberatamente persecutori o complottistici dell'intera autorità giudiziaria milanese», fa presente che si tratta di un «assunto che, per palese assenza di una pur parcellare e seria dimostrazione fattuale e logica, si traduce in una sommaria e ingiusta accusa» ancora «più grave - scrive la Suprema Corte - per il ruolo pubblico e politico ricoperto dal richiedente, mosso in sostanza a tutti i magistrati degli uffici giudicanti milanesi che per avventura e loro malgrado si siano occupati o si stiano occupando delle numerose vicende giudiziarie del senatore Berlusconi».

E dure anche le motivazioni della sentenza sul processo sui diritti tv. La compravendita per le reti Mediaset era «una operazione illecita organizzata e portata a termine costituendo società e conti esteri a ciò dedicati, un sistema parallelo» alla «ordinaria gestione delle società del gruppo» che è proseguito per molti anni «nonostante i ruoli pubblici assunti» da Silvio Berlusconi «e condotto in posizione di assoluto vertice». È quanto sostengono i giudici della Corte di Appello di Milano nelle motivazioni della sentenza, depositata oggi, con la quale hanno confermato una condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale per l'ex premier a cui si aggiunge l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e dalla direzione delle sue società per 3 anni. Per questo e «in relazione alla oggettiva gravita del reato – scrivono ancora i giudici – è ben chiara l'impossibilita di concedere le attenuanti generiche (la sola incensuratezza, e tanto più l'età anagrafica, sono del tutto recessive rispetto ad un quadro simile)».

Intanto Silvio Berlusconi è rientrato a Roma questa mattina. Dopo la partecipazione al comizio di chiusura della campagna elettorale di Gianni Alemanno, domani a Roma, il Cavaliere sabato dovrebbe volare a Sochi per una visita privata al presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. I due sono amici di vecchia data e l'incontro nella località sul Mar Nero sarà a carattere personale. Berlusconi dovrebbe rientrare in Italia domenica.

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