AdnKronos

 scorri notizie più vecchie
 scorri notizie più recenti

Rassegna stampa

Tempo.it nel Web con Google

POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA
  • stampa
  • commenta
  • dizionario

    Trova significati nei dizionari Zanichelli

    In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:

    Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.

    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

L’editoriale

23/02/2012, 08:26

C’è un nuovo schema di gioco

DI MARIO SECHI L’incontro tra Silvio Berlusconi e il presidente del Consiglio conferma che è iniziato un altro film della storia politica del Paese e le letture "anti" o "pro" usate fino a ieri sono tramontate. Nell’istante in cui il Cavaliere è salito al Quirinale ha cominciato a scrivere un’altra sceneggiatura: non tornerà a Palazzo Chigi.

Silvio Berlusconi e Mario Monti Forza Monti? E perché no? L’incontro tra Silvio Berlusconi e il presidente del Consiglio conferma che è iniziato un altro film della storia politica del Paese e le letture «anti» o «pro» usate fino a ieri sono tramontate. C’è un nuovo schema di gioco. Nell’istante in cui il Cavaliere è salito al Quirinale e ha consegnato a Giorgio Napolitano il timone della crisi, in quel preciso momento Berlusconi ha cominciato a scrivere un’altra sceneggiatura: non tornerà a Palazzo Chigi, sa che il suo partito, il Pdl, è in fase di trasformazione e probabilmente patirà una sconfitta alle prossime elezioni amministrative, ma è da questa consapevolezza che una storia politica ritrova il filo del discorso, è così che dopo l’uscita di un leader carismatico si evita di finire in un angolo della storia, cosa che accadde ai conservatori inglesi dopo l’addio di Margaret Thatcher a Downing Street. Appoggiare Monti oggi e trovare una soluzione condivisa anche per il domani facilita la transizione più che mai necessaria per tutti i partiti. Lo stesso discorso vale anche per il Partito democratico di Pier Luigi Bersani. Non andrà da nessuna parte (o meglio, andrà contro un muro di titanio) se non affronterà e risolverà le sue contraddizioni. Il Pd deve decidere tra Essere e Avere. Essere un partito che ha una linea riformista, pronto a cogliere le sfide della contemporaneità; o Avere un volano con il sindacato della Cgil ma subirne i diktat, la visione di un mondo retrò che non corrisponde neppure alla realtà industriale. Bersani in questo scenario ora ha più difficoltà di Berlusconi. Il paradosso democratico è emerso fin dal primo momento in cui il Cav ha lasciato il governo. Proprio nella fase storica in cui il Pd poteva andare alle elezioni, vincere e tornare a Palazzo Chigi, un suo leader storico, Napolitano, si è incaricato di scrivere la parola «fine» sull’equivoco cominciato dopo la caduta del Muro. Il presidente della Repubblica ha chiare tre cose: il berlusconismo è nella fase finale, il Pd non ha la forza per governare e al sistema serve un atterraggio morbido e un salvataggio rapido. Per questo c’è Monti. Per questo Berlusconi lo appoggia e Bersani non può farlo cadere. È il traghettatore senza il quale i partiti restano in mezzo al fiume. E affogano.


 

Vai alla homepage

Mario Sechi

23/02/2012

  • 24/02/2012 01:33
    Ma berlusconi a che gioco gioca?
  • 23/02/2012 13:42
    dal "Texas hold'em" alla "Teresina" ma il gioco è sempre il poker!
  • 23/02/2012 12:40
    il PDL è finito, morto, sepolto, specie al Nord, dove ormai fa fatica a raccogliere il 10% dei consensi
  • 23/02/2012 12:16
    I partiti ormai sono morti, hanno abdicato ai tecnici. La loro insipienza sarà duramente colpita alle prossime elezioni.
  • 23/02/2012 11:35
    Sostanzialmente d’accordo, direttore. Solo che ora si pongono alcune domande interessanti: a) Chi glielo dice a quel “fine polemista”, come lei ebbe a definire Ferrara qualche editoriale fa, che la democrazia non è sospesa e che Napolitano ha fatto con Monti l’unica cosa intelligente che si poteva fare? b) Va bene a parlare di gestire la fase di transizione, ma verso dove? Ha presente le enormi difficoltà che a tutt’oggi, nonostante tutto, si incontrano quando si prova a parlare di riassetto istituzionale e di legge elettorale? c) Ma lei ha chiaro quale sia il ruolo di Berlusconi oggi? Quello di “fine tessitore” alla Cavour? E lei ci crede?
  • 23/02/2012 10:10
    Il paragone con l'addio della Thatcher non regge. Lì la Lady di Ferro aveva esaurito il suo ciclo, dopo aver riformato il paese con una salda guida: recepite le sue istanze politiche, economiche e culturali, la missione era compiuta, gli inglesi avevano bisogno di altro. Da noi Berlusconi ha galleggiato per un ventennio, operando per i suoi interessi personali e senza fare alcunché di costruttivo per l'Italia. Tanto è vero che ora Monti deve realizzare quelle riforme liberali che da sempre erano state al centro della propaganda berlusconiana. Nell'incontro di ieri, Berlusconi ha più prosaicamente proposto a Monti uno scambio: io ti assicuro il prolungamento del tuo mandato a Palazzo Chigi, tu tuteli i miei interessi economici e giudiziari. Qual è lo schema nuovo in tutto ciò? Al contrario, nihil sub sole novi: da sempre il Cavaliere cerca di allettare il suo interlocutore offrendo vantaggi, allo scopo di ottenere vantaggi. Ma credo che con Monti questo modo di fare, non sortirà effetti (per fortuna).
  • 23/02/2012 09:36
    Il PDL ha ormai perso le prossime elezioni e credo che sparirà o quasi portato a fondo dal giudizio dei suoi elettori. Quelli che avevano creduto alle visioni di Berlusconi si sono ricreduti. Il PD soffre di incoerenza e deve decidere se stare con chi lavora oppure cedere ad altre visioni montiane che come abbiamo appurato non sono eque e aiutano i ricchi penalizzando i poveri. In questo bailamme Berlusconi fa l’apina che gira intorno al fiore Monti ma anche lui non sarà rieletto dalla gente tartassata. Qui nasce il problema e chi vuole governare domani deve essere credibile oggi. Manca un anno circa e i partiti extraparlamentari stanno aumentando il consenso della gente….scontenta.
  • Invia il tuo commento