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19/02/2012, 18:53

Lavoro, la Camusso frena: l'intesa non è vicina

Il segretario generale della Cgil ospite da Fazio: "Sulla flessibilità d'ingresso le posizioni non sono distanti ma non è vero che la cigs si può eliminare".

Il segretario della Cgil Sausanna Camusso ospite della trasmissione "Siamo partiti con il piede giusto ma è esagerato dire che la soluzione è vicina". Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ospite della puntata di Che tempo che fa che andrà in onda stasera su Raitre, frena sul tavolo governo-parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. "Sul tema della flessibilità d'ingresso, per esempio sull'apprendistato, sulla chiusura delle finte partite Iva e sull'eccessivo utilizzo dei contratti a termine credo che la nostra posizione e quella delle associazioni degli imprenditori non siano così distanti", ha proseguito la Camusso. Ma "quando la ministra" del lavoro, Elsa Fornero "dice, con troppa scioltezza, che la cigs si può eliminare dice una cosa non vera. È una cosa giusta l'universalità, ma non sostituisce la cassa integrazione che consente la reindustrializzazione".


DISOCCUPAZIONE E CIG "L'indennità di disoccupazione ha due fondamentali difetti: dura 8/10 mesi per il 60% dell'ultima retribuzione e quindi molto meno della cassa integrazione. Non è uno strumento universale e dura di meno", ha continuato Camusso, sostenendo che "se bisogna trovare uno strumento universale servono le risorse". E "dove le troviamo?", si chiede. "In parte dalla contribuzione, in parte dalla cassa retribuzione in deroga, in parte bisogna utilizzare le risorse che sono state utilizzate per gli ammortizzatori straordinari": in tal senso "si potrebbe pensare - afferma - poi ad un'imposta patrimoniale progressiva, alla lotta all'evasione. I soldi si può e bisogna trovarli", conclude.


PENSIONI E STIPENDI IN TITOLI DI STATO Tra le proposte del sindacato c'è quella sugli assegni più sostanziosi. "Penso che le pensioni e le retribuzioni sopra un certo reddito, per una quota, dovrebbero essere pagati in titoli di Stato", sostiene la Camusso durtante la registrazione della trasmissione condotta da Fabio Fazio. "Questo vuol dire riportare il debito nel nostro Paese, non darlo alla speculazione e dire alle banche di investire i soldi che hanno nell'economia reale", ha continuato Camusso. Per il segretario, infine, "c'è un problema che è sollecitare le banche a dare credito a imprese e famiglie".
 

ARTICOLO 18 E CONTENZIOSI Sull'articolo 18 il segretario ha detto che si tratta di "una norma di civiltà ma soprattutto un deterrente, perché il contenzioso giudiziario è basso, non ha numeri infiniti". L'articolo 18 "è esistito per tanti anni e nessuno lo aveva mai sollevato: che ci sia stato un carico del tutto ideologico non c'è dubbio", afferma Camusso sottolineando poi che "ha una valenza e non si può cambiare nella sua sostanza perché dice che non si può licenziare se non c'è un giustificato motivo", aggiunge. "Non si può indebolirla - prosegue - perché il messaggio che verrebbe ricavato non è una maggiore efficacia economica ma 'potete fare quello che volete'. Diventa una forma di servitù". Il segretario generale della Cgil ricorda quindi che "un procedimento giudiziario per licenziamento dura 6 anni: questa è un'eccessiva incertezza sia per il lavoratore che per le imprese. Non bisogna cambiare l'articolo 18 ma trovare procedure per risolvere i contenziosi in tempi più rapidi", conclude.

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19/02/2012

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