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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

09/02/2012, 13:48
Favorevoli 420, contrari 78, astenuti 35. Sì di Pdl, Pd e Terzo polo. Contrari Lega e Idv. Rispetyto al Milleproroghe il governo perde 49 voti.
L'aula della Camera ha concesso la fiducia al governo sul decreto carceri promosso dal ministro della Giustizia, Paola Severino. Il risultato del voto di Montecitorio è stato di 420 favorevoli, 78 contrari, 35 astenuti.
A favore del provvedimento si erano pronunciati, in sede di dichiarazione di voto, Pdl, Terzo polo e Pd (ma con l'astensione dei deputati radicali). Contrari Lega e Idv. Il provvedimento era in seconda lettura, quindi è convertito in legge.
Tra i punti qualificanti del decreto, che il governo ha chiesto di votare nello stesso testo già approvato dal Senato, la destinazione agli arresti domiciliari, in prima istanza, degli arrestati in flagranza per reati minori di competenza del giudice monocratico; la possibilità di scontare gli ultimi 18 mesi di pena residua ai domiciliari; la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari entro il 31 marzo 2013.
Il governo perde ben 49 voti rispetto all'ultima fiducia. In occasione della questione di fiducia sul Milleproroghe lo scorso 26 gennaio i voti favorevoli erano stati 469 mentre oggi sono stati soltanto 420. Aumentano i contrari (78 oggi, 74 l'ultima volta) e gli astenuti (35 rispetto ai 5 del Milleproroghe). Pesano oggi le assenze del Pdl - 50 deputati non hanno partecipato al voto - e il cambio di opinione del gruppo di Popolo e Territorio che per la prima volta sulla questione di fiducia decide di astenersi. Dalla prima fiducia ottenuta dall'esecutivo alla Camera (con 556 voti a favore) il 18 novembre scorso il governo oggi ha ottenuto 136 voti in meno: nel frattempo ha perso la "fiducia" dell'Italia dei Valori e dei Responsabili che oggi hanno deciso di astenersi. Voti che sommati ai no della Lega e alle assenze del Pdl hanno portato la fiducia a quota 420. Oggi mancavano all'appello anche l'ex premier Silvio Berlusconi e il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, impegnato in una visita ufficiale in Tunisia.
09/02/2012