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03/02/2012, 19:17

Monti: l'art. 18 scoraggia gli investimenti

Il premier sul web ritratta sulla monotonia del posto fisso e rilancia la riforma del lavoro.

Il presidente del Consiglio Mario Monti La frase sul posto fisso definito monotono ha dato luogo ad un "equivoco" di cui si scusa e assicura: l'obiettivo del governo Monti resta quello di favorire l'accesso al mondo del lavoro da parte dei giovani e per farlo bisognerà scardinare alcune tutele eccessive per darne a chi ora vive in una condizione di quasi "schiavitù". Per di più, secondo il premier, l'articolo 18, "per come viene applicato in Italia, scoraggia gli investimenti sia stranieri che italiani", quindi andrebbe modificato. Anche se, non è detto che il tema sarà affrontato entro la fine di marzo, scadenza che l'esecutivo si è data per mettere a punto la riforma del mercato del lavoro. Il posto fisso è un "valore positivo", corregge il tiro il Professore, ma è necessario che gli italiani non siano troppo diffidenti nei confronti della mobilità del cambiamento. Monti, terminato il Cdm che ha dato il via libera definitivo al decreto semplificazione, come ormai è consuetudine dopo il varo di un importante provvedimento, sceglie gli schermi televisivi (questa volta sul web) per spiegare agli italiani l'azione del suo governo, gli obiettivi portati a termine a quelli ancora da raggiungere. Del resto, come lo stesso premier riconosce, l'informazione gioca un ruolo determinante per un "governo tecnico che non è stato eletto" e che è stato chiamato "per toccare molti interessi" e la "fiducia non ce l'ha ma deve guadagnarsela".
 


La riforma del lavoro entro marzo Nella lunga intervista rilasciata a Repubblica Tv, il tema del lavoro la fa da padrone. Monti chiarisce subito il suo pensiero sul posto fisso, dopo le polemiche: "Se intendiamo per fisso un posto che ha una stabilità e delle tutele, certo è un valore positivo. La mia frase serviva - dice il presidente del Consiglio - a spiegare che i giovani devono abituarsi all'idea di non avere un posto fisso per tutta la vita". Meglio invece "abituarsi a cambiare spesso luogo o tipo di lavoro e Paese. Questo - sottolinea - non è da guardare con spavento, come una cosa negativa. Gli italiani e i giovani - sottolinea - hanno in genere troppa diffidenza verso la mobilita' e il cambiamento". Per il governo, garantisce il premier, "creare lavoro per i giovani e' l'obiettivo centrale di tutta la sua politica economica e sociale". E se per farlo bisognerà toccare l'articolo 18 il governo lo farà: bisogna "tutelare un po' meno chi è già molto tutelato, quasi blindato nella cittadella, e dare tutele a chi si trova quasi in una situazione di schiavitu', in una forma estrema di precariato". Poi il Professore precisa: "Non so dire adesso se entro la fine di marzo sia essenziale la modifica dell'articolo 18 o no, perche'" la riforma del mercato del lavoro "è un mosaico fatto di tante tessere, ma non sarebbe utile precludersi da una parte e dall'altra" le diverse strade, "ogni tessera del mosaico deve essere considerata".


L'art. 18 scoraggia gli investimenti Ma una cosa è certa, chiarisce ancora Monti, l'articolo 18 "è uno dei temi della discussione. In passato per alcuni era la punta di una spada offensiva, mentre per altri era il centro dello scudo difensivo, sembrava una contrapposizione tra Orazi e Curiazi. Ora il nostro scopo è di passare dai simboli e miti alla realtà pratica e pragmatica e stiamo vedendo come si può contemperare la garanzia del rispetto di certi diritti del singolo lavoratore con forme che non scoraggino le imprese dall'assumere". Monti affronta anche il tema dello spread ("scende ma non siamo ancora soddisfatti") e come ormai fa spesso, difende il suo predecessore: "trovo esagerato usarlo come arma contundente nei confronti di Berlusconi". Il premier si dice ottimista sugli eurobond (anche la Germania si convincerà quando la disciplina di bilancio sarà definitivamente perfezionata), lancia una consultazione sul valore legale del titolo di laurea, e annuncia che il governo sta studiando la questione dell'Ici sugli immobili della Chiesa. Infine, Monti mette in guardia dal rischio di eccessiva bontà: "con il cuore in mano saremmo forse piu' simpatici ma faremmo il male degli italiani". Anche i tecnici, rivendica il Professore, hanno un cuore, ma non è vero che nelle misure approntate non ci sia equità: "l'Italia è ridotta un po' male perché per decenni i governi hanno avuto troppo cuore e diffuso troppo buonismo sociale". Il suo, a differenza di quanto aveva affermato giorni fa a Parigi, "non è un governo politico", ma "ha intenzione di riequilibrare e tutelare i più disagiati e far ripartire la macchina della produzione italiana e con attenzione al sociale". Infine, solo un accenno alla maggioranza, messo in un inciso di una frase, ma che può essere significativo all'indomani dell'incidente in aula sulla responsabilità civile delle toghe e il vertice serale con i tre leader: parlando della patrimoniale, di fatto imposta con la manovra, Monti definisce "ampia, ma potenzialmente sempre evanescente" la maggioranza parlamentare.
 

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03/02/2012

  • 05/02/2012 11:15
    bella scoperta, lo hanno saputo sempre tutti, ma lui almeno ha avuto il coraggio isituzionale di "AFFERMARLO"
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